Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA visione realistica delle cose, molti operai socialisti, nel fervore delle discussioni presto degenerate in deprecabili liti, erano venuti alla mani con quelli che parteggiavano per la bonifica parziale della Pineta. Allo stesso Nullo Baldini, favorevole alla bonifica nella « ferma convinzione di fare gl'interessi (della) disgraziatissima classe dei braccianti» (17), venne lanciata l'accusa di essere succube dei voleri della Giunta comunale. Fu proprio quando la Giunta si riunì nel marzo 1884 in seduta pubblica per deliberare sulle proposte formulate dalla Commissione comunale e quando i pinetofili (fra cui molti socialisti) presenti in sala organizzarono la dimostrazione ostile alle deliberazioni della Giunta stessa, che nei dirigenti del partito ebbero inizio le incertezze e le esitazioni. Nonostante l'intervento della forza pubblica per sedare il tumulto, dalla Sala Consiliare la dimostrazione si trasferì in piazza, provocando altri tumulti ed eccitando ulteriormente gli animi. I socialisti erano pienamente consapevoli delle difficoltà che si stavano creando, perciò dopo i contrasti provocati dai pinetofili stimarono opportuno mutare l'orientamento assunto fin dall'inizio, proclamandosi neutrali nella questione. La medesima decisione fu presa da 2500 braccianti i quali in nome della Associazione dichiararono, in un'adunanza al teatro Mariani, di non voler assumere i lavori della bonifica per non provocare risentimenti, rancori e odii nella classe operaia. Il fatto che il partito socialis~a avesse dato un parere sostanzialmente diverso rispetto a quello di molti operai, .allineati sulle posizioni del sentimentalismo pinetofìlo, mostrava l'esistenza di uno iato fra il partito stesso e i lavoratori estremamente dannoso. E inoltre la situazione era resa ancor più grave dal non aver i socialisti ancora ottenuta la fiducia completa di questi. Ciò purtroppo significava che nella base operaia esistevano disposizioni fin troppo chiare di voler restare inseriti in modo subalterno nell'orbita degli interessi di classe della borghesia e nello stesso tempo mostrava che il raggiungimento della coscienza socialista, nonostante l'impegno dei dirigenti del partito, era ancora una meta assai lontana. (17) Da una lettera pubblicata dal Baldini sul <<Comune» del 12-13 marzo 1884.

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