Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEOBERTONDINI opinione pubblica locale facendo circolare e firmare delle schede in favore del rimboschimento. Tentarono anche di intimidire la cittadinanza e le autorità iniziando una dimostrazione di protesta, subitorepressa dalle guardie di pubblica sicurezza, e facendo « scoppiare dei grossi petardi (« le bombe di cartapesta», scrissero i socialisti) sotto le case del Sindaco Conte Gamba e dell'Assessore Conte Senatore Rasponi » (16). Intanto la Commissione nominata dal Comizio Agrario, aveva stabilito di utilizzare 1900 ettari per il rimboschimento, di trattarne 900 a colmata e 400 a colture di transizione e di impegnarne 200 a coltura attiva. I braccianti organizzati nell'Associazione creata da Armando Armuzzi e Nullo Baldini, riuniti in 5000 al teatro Alighieri ai primi di agosto del 1883, dopo consapevoli e serie discussioni er.ano giunti quasi al medesimo risultato del~aCommissione, cioè avevano stimato utile il rimboschimento di un'area di ha. 2762 e la bonifica di ha. 1240. I socialisti, riunitisi in quegli stessi giorni, si erano posti sulla stessa linea di condotta ,determinata dal parere dei tecnici comU11ali.Armando Armuzzi, in una lettera sul « Sole dell'avvenire » del 26 luglio, esortò i braccianti a non firmare le schede con le quali si chiedeva il rimboschimento e a diffi!claredelle tesi dei pinetofili (verso le quali in un primo tempo sembra si fosse dimostrato favorevole anche Gaetano Zirardini). Il partito repubblicano, per quanto non intervenisse direttamente nella questione, manifestò il proprio parere attraverso una dichiarazione della Società dei reduci delle patrie battaglie, i cui iscritti erano in massima parte. di tendenza mazziniarta. Esso fece presente la necessità della ~ll'Pfica, della conservazione del bosco e ,del legnatico e delle esigenze dei lavoratori agricoli; cioè accettò quel che il Partito socialista, l'Associazione dei braccianti e la Commissione comunale avevano stabilito. Ma la questione si fece difficile per i socialisti quando fu palese che non tutta la classe operaia locale si trovava d'accordo coi pareri dei partiti popolari, della Commissione comunale e dell'Associazione braccianti. Presi dall'abbaglio sentimentale dei pinetofili, chiusi alla (16) M.I. - Prefettura di Ravenna, 1° semestre 1884; cit. anche da G. CAROCCI, Agostino Depretis e la politica estera italiana, Torino 1956, p. 494 ss.

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