Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L,\ VlT:\ POLITICA E SOCIALE A RAVENNA le parti, fornendo in tal modo l'esatta misura di un incrociarsi di interessi spesso opposti e contrastanti, e permettendo di inserire la questione in un ambito che non era solo di pertinenza economica, ma anche politica. Si trattava soprattutto di scegliere fra bonifica e rimboscimento o di stabilire un determinato equilibrio fra i due aspetti della questione, connettendoli alle esigenze dell'economia locale e sviluppandoli secondo una direzione che tenesse conto sia di questa sia delle necessità della Pineta. V'erano i timori di coloro che pensavano che la !bonifica ritardasse la deviazione del Lamone e di altri che cercavano di far credere che essa intralciasse il progetto di deviazione, dal quale molti attendevano la possibilità di bonifica e di irrigazione dei propri terreni, che non erano certamente quelli della Pineta. V'erano soprattutto le richieste dei « pinetofili », cioè del Comitato per la conservazione e il rimboschimento della Pineta le quali, presentate in un Ordine del giorno firmato dal segretario, il socialista Lodovico Nabruzzi, erano originate da motivi sentimentali e che, perciò, si manifestavano in modo piuttosto unilaterale (15). Con esse si pensava solamente al rimboschimento della zona distrutta e, come contropartita economica, si considerava la sua utilizzazione secondo la tradizionale possibilità del farvi legna. Ad un certo momento, nel tentativo di imporre la propria tesi, i pinetofili cercarono di premere sulla (15) « La società dei Pinetofili, costituitasi sui primordi del 1884, in segno di protesta contro il Municipio per la decretata bonifica di una parte del Pineto .... quagliava nel suo seno scontenti e spostati di tutti i partiti, e costituiva quindi in qualche momento un serio pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica .... » (Ministero dell'Interno (M.I.) - Prefettura di Ravenna, Relazione sul 1° semestre 1884). « Questo Comitato (dei Pinetofili), costituito per l'iniziativa dei proprietari dei terreni paludosi posti alla sinistra del Fratta i quali vedevano ritardata di parecchi anni la bonifica della loro proprietà, avendo il Genio Civile concessa la precedenza della presa delle torbide ai terreni comunali, inscenò comizi di protesta e clamorose manifestazioni di piazza. Erano fra i più focosi pinetofili, oltre ai proprietari della sinistra del Fratta, letterati, artisti amanti della Pineta, cacciatori e quanti, specialmente donne, traevano giovamento, invero scarso, dal legnatico e dalla raccolta delle ghiande ed altri prodotti (more e prugnole)» (N. BALDINI, Memorie inedite).

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