286 ALFEO BERTONDINI La questione era dunque quella di liberare la Pineta dal pascolo e di regolare l'uso del legnatico, cioè era quella di togliere di mezzo una servitù la q_uale,oltre ad aver impedito il realizzarsi del van-. taggioso compromesso del 18 giugno 1874, danneggiava la situazione interna del bosco e le colture dei terreni enfiteutici, che presto o tardi il Comune sperava di incamerare. Ma soprattutto perchè tale servitù contribuiva a mantenere quella zona in condizioni strutturali di natura medievale, impedendo in essa il costituirsi di sistemi di coltivazione più moderni e conseguentemente più utili alla comunità ravennate. Finalmente si riuscì a eliminare il pascolo libero quando il Consiglio comunale il 7 maggio 1880 ne decretò l'abolizione a cominciare dall'1 gennaio 1881 (12). La decisione venne presa al momento giusto quando, cioè, la vita della Pineta stava attraversando un periodo molto precario, perchè nell'inverno 1879-80 i rigori del gelo avevano stroncato una quantità innumerevole di piante. Si impose quindi la necessità di prendere una serie di provvedimenti - personale di direzione e di sorveglianza, regolamento interno, problema del legnatico, vincolo forestale, utilizzazione dei fusti deperiti, rimboschimento, sistemazione dei terreni, cure generali di salvaguardia e di protezione, miglioramenti, ecc. - che mettessero il bosco in condizione di riassestarsi. E così l'abolizione del pascolo, o meglio, come scrissero i liberali progressisti, il « vietare che il bestiame d_ipochi (sfruttasse) un patrimonio che apparteneva a tutti» (13), potè essere attuata con l'approvazione unanime della cittadinanza. Intanto la vendita dei pini deperiti consentì di arginare in parte i danni finanziari provocati dalla cruda invernata; mentre su proposta del consigliere comunale Romeo Santucci il Comizio Agrario nominò nel gennaio ·1882 una commissìone incaricata di studiare il modo di utilizzare il territorio su cui sorgeva la parte della Pineta distrutta (r4). Ed era proprio questo che interessava i lavoratori ravennati. Infatti, si discussero e si lanciarono pareri e proposte un po' da tutte (12) « Il Ravennate:>, 19 giugno 1880. (13) « La Giovine Romagna:>, 13-14 maggio 1880. (14) Della Commissione fece parte anche il Barbèri, il quale compilò una lunga, dettagliata e competentissima relazione, pubblicata sul « Ravennate :> nei numeri che vanno dal 10 febbraio al 6 marzo 1883.
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