Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTONDINI le bassure, nel costruirvi case coloniche, nel sostituire la mezzadria a! latifondo, nello scavarvi dei canali, nel diffondervi le colture migliori e nell'aiutare -le_popolazione,favorendo i braccianti agricoli (5). Cioè, il Pergami-Belluzzi secondo le intenzioni del donatore, p:ipa Pio VII, avrnbhe dovuto compiere una sorta di missione sociale che avrebbe permesso l'attuazione di una radicale modifica delle strutture agrarie di quei terreni e acconsentito di alleviare le difficoltà economiche degli albitanti della zona, creando ampie possibilità di lavoro. Ma non si può dire che l'attività del Pergami portasse a tale risultato una volta che egli si fu impadronito -di quelle terre. Intanto, con un chirografo del 1836 di Gregorio XVI la Pineta vera e propria venne concessa in enfiteusi alle Canoniche Lateranensi !e quali, subito dopo il passaggio delle Legazioni sotto il Regno d'Italia, chiesero alla Congregazione dei Vescovi regolari di Roma il permesso di poterla vendere. Ottenuto questo col rescritto papale del 18 agosto 1860, il 3 settembre ne ottennero l'affrancazione e, senza frapporre indugi, il giorno successivo la vendettero per 85 mila scudi (L. 45r.ooo) al barone Aldo Baratelli di Ferrara. Il governo italiano l'II ottobre fece causa all'abate di S. Pietro in Vincoli di Roma per aver alienato la Pineta senza il suo permesso e, spirata la « nefanda » ( così il Barbèri) affittanza Marrucchi nel 1862, costituì con regio decreto. del 23 novembre 1862 un'amministrazione speciale della Pineta e l'affidò al dottor Sebastiano Fusconi di ·Ravenna, il quale la resse fino al 1873. Il 13 qice,mbre 1865 il Sella, ministro delle Finanze, presentò un progetto di legge per_ approvare la copvenzione stipulata il 25 settembre dello stei~ò anno tra le Finanze dello Stato e il barone Baratelli, al fin~ dr ·sopire la causa in atto. A quest'ultimo a titolo di risarcimento, sarebbe stata corrisposta la somma di 275 mila lire. Ma la Commissione della Camera (relatore Mazzarella), incaricata del!o studio del progetto, si dichiarò contraria alla convenzione e, dopo vari ordini del giorno, uno dei quali presentato anche dagli onn. Farini e Rasponi, e dopo una discussione protrattasi dal 5 al 9 marzo 1866, la respinse con 123 voti contrari, contro n9 favorevoli. La Camera (5) Discussione del Bilancio delle Finanze per l'esercizio 1896-97. Discorso del deputato Luigi Rava (5 giugno 1896), in L. RAVA, cit., p. 33.

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