Nullo Baldini nella storia della cooperazione

... ALFEO BERTONDINI del legnatico, sulle quali consuetudini ci si veniva da tempo interessando, addebitando a queste le difficoltà di migliorare la situazione di quei terreni o- di avviarli a colture specifiche. Il problema dell'utilizzazione dei territori della Pineta e della loro conduzione, attuata secondo criteri che dovevano superare le strutture preesistenti, fu il punto d'avvio di un insieme di attività che si succedettero negli ultimi decenni del secolo scorso. Il Comune di Ravenna, che dal 1873 era diventato parzialmente proprietario della Pineta, si era trovato più di una volta nella necessità di alleviare i bisogni della popolazione, specialmente durante le invernate più crude, concedendo l'uso del legnatico, che spesso veniva compiuto in modo indiscriminato, quasi vandalico; e, all'opposto, si era impegnato al rimboschimento ·di certe zone, richiesto dalle esigenze della vita stessa della Pineta, per cui era venuto spesso a trovarsi in un dilemma che rendeva precaria ogni deliberazione in merito. Infatti, o il Comune prendeva per la Pineta i provvedimenti necessari per accrescerne e prolungarne la vita e allora avrebbe dovuto ~ietarvi il pascolo e il legnatico, oppure veniva incontro ai bisogni della parte più povera della popolazione, concedendo il legnatico, e allora '1e ragioni che militavano in favore della Pineta dovevano tacersi o tutt'al più commisurarsi con le necessità dei cittadini. Tanto più che la vita della Pineta stessa era resa difficile dalla presenza della vasta enfiteusi del barone Belluzzi-Pergami, la quale ne ·condizionava e ne limitava il rinnovarsi, soprattutto nelle zone dei refitti mariai. Si sa infatti che il destino dello storico bosco ravennate è quello di perire_a monte _edi rinascere sui cordoni marini, seguendo il protendersi_ della spiaggia sull'Adriatico. Tuttavia, nonostante le difficoltà detéiminate dai rapporti col Belluzzi-Pergami, il Comune, dal 1874 al 1879, seppe impostare un piano abbastanza efficace che msieme tutelasse i bisogni economico-sociali della cittadina e quelli della Pineta. Le vicende che contrassegnano la sua vita e i rapporti consuetudinari e di proprietà in essa inseriti sono quanto mai vari e complessi. Li ricorderemo in breve e schematicamente, tenendo conto dell'importanza che la Pineta ebbe nella vita sociale ravennate (3). (3) Sulla storia della Pineta si rimanda soprattutto all'esauriente volumetto di L. RAVA, La Pineta di Ravenna, Roma 1926, che contiene una som-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==