Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOL'CTJRA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 273 Per i commerci interni, esisteva, verso il 1920-22, una buona rete stradale nella parte vecchia del territorio. Le zone di bonifica, invece, lasciavano ancora molto a desiderare in fatto di comunicazioni e collegamenti, con danno evidente dell'agricoltura, che non trovava facilitato nè lo sbocco dei propri prodotti nè l'accesso ai mezzi produttivi. 1 on molte le ditte che si dedicavano al grande commercio di importazione e di esportazione. Il commercio di esportazione era limitato ai prodotti dell'agricoltura; quello di importazione riguardava materie prime, quali carbone, olii minerali, legnami ecc. Fra le attività produttive, l'agricoltura rimase sempre, fino al 1922, di gran lunga, la più importante nel Ravennate. Essa continuò ad assorbire le migliori energie, a costituire la prima fonte di ricchezza. Le sole industrie discretamente sviluppate erano quelle che trasformavano prodotti agricoli, o che servivano l'agricoltura fornendole i mezzi produttivi di cui essa abbisognava. L'impronta profondamente e schiettamente rurale dell'ambiente si riscontrava anche nei caratteri professionali e psicologici della popolazione, la quale rimaneva, quasi con accanimento, attaccata aila terra, anche laddove i sistemi di conduzione in uso erano poco propizi alla costituzione di rapporti -duraturi. L'industria saccarifera, per la sua stretta aderenza con l'agricoltura, era senza dubbio la più importante, nel Comune e nella Provincia. Altre ìndustrie che avevano stretta attinenza con l'agricoltura erano quelle enologica, di marmellata e conserve alimentari, pilerie da riso e molini per cereali in genere, pastifici, lavorazione della penna, dei bozzoli, della canapa, della j uta, distillerie, fabbriche di inchiostro, concerie ecc., che lavoravano tutte prodotti provenienti dalle campagne. Preparavano invece alle campagne i mezzi di cui esse necessitavano le industrie dei concimi chimici ,degli aratri, dei carri agricoli e attrezzi in genere, delle botti, gli stabilimenti per la lavorazione dello zolfo, dell'arseniato di piombo ecc. Solo dopo la seconda guerra mondiale, ad una agricoltura ulteriormente e notevolmente sviluppata e assoggettata a nuovi ritocchi, tuto-regolamento dal 1887 al 1893, Ravenna 1896; Il primo secolo di vita della Cassa di ,-isparmio di Ravenna (1840-1940), Bergamo 1941; G. B. MoRSIANI, Notizie storiche sulle Casse di risparmio dell'Emilia, Bologna 1941; G. PASOLINI DALL'ONDA, Il primo secolo di vita della Cassa di risparmio di Ravenna, in « Risparmio e credito nella Regione emiliana», luglio-agosto 1941; L. CAvALcou, Ravenna e la sua Cassa di risparmio, Faenza 1956. 18

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