ALDO BERSELLI chè i grani che produrrebbero, non possono sostenere la concorrenza coi grani d'America, hanno abbandonato la coltivazione dei cereali e messi i loro campi ad erba. Tal sorta di coltivazione richiede una. mano d'opera assai minore dell'altra; il fittaiuolo spende meno e incassa di più; e quel che spende di meno è sottratto al pane quotidiano dei lavoratori ... L'esempio dato dai fittaiuoli venne seguito dai proprietari. Così che, in tutti gli anni, alla fine di ottobre, quando scadono appunto i contratti a mezzadria, una quantità di mezzadri~ cacciati dal podere, che, di famiglia in famiglia, coltivano da secoli, malinconicamente, cupamente, come fuggiaschi trasportano le loro vecchie masserizie nei subborghi o nella città, ove recansi ad abitare - perduti, reietti ». Ecco, dunque, la realtà del momento: grande offerta di braccia, diminuzione di salario e accrescimento di miseria (2), realtà sulla quale speculavano gli appaltatori dei lavori governativi. La Federazione socialista ravennate, nell'agosto del 1881 (proprio quando ebbe luogo il citato congresso di Rimini) aveva preso posizione- nei confronti dei lavori pubblici, degli appaltatori e dei braccianti: traendo argomento dai lavori governativi che gli appaltatori cercavano di assumere al minor prezzo possibile « col triste risultato di una estorsione sulla fatica, sul sudore e sulla fame, a cui il regime borghese condanna continuamente l'operaio», indirizzava al popolo un manifesto, ove, esposte le miserie del lavoratore, e la « inumana ed ostinata oppressione della borghesia», si affermava la necessità di emanciparsene (3). Il manifesto fu sequestrato dal Procuratore del re, tuttavia fu letto e diffuso egualmente e rappresentò un documento del risvegliQ.d~ bracciantato, il preludio ad una propria organizzazione in ·grado di affrontare i problemi che la borghesia era incapace di risolvere, e di sostituirsi alle agitazioni sporadiche e disorganizzate sulle piazze della città per chiedere lavoro e pane, o l'elargizione di sussidi. Il manifesto era altresì il sintomo di una coscienza di classe che maturava tra i braccianti, una chiamata a raccolta delle forze sparse e disorganizzate. Maturava l'idea dell'associazione per reagire allo sfruttamento e alla disoccupazione, idea che di lì a poco, nel 1883, (2) «Avanti-», 27 aprile 1884, I Braccianti di Ravenna. (3) «Avanti!», 21 agosto 1881, Movimento operaio e socialistico. Ravenna . ..
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