V. LE CONDIZIONI DI VITA DEI LAVORATORI I SALARI - GLI ORARI DI LAVORO - L'ASSOCIAZIONE GENERALE DEGLI OPERAI-BRACCIANTI E LE ASSOCIAZIONI COOPERATIVE NEI SETTORI EXTRAAGRICOLI - L.'\. DISOCCUPAZIONE - LE CAUSE PRINCIPALI DELLA DISOCCUPAZIONE IN AGRICOLTURA. 1. Dagli imzi del secolo, il progresso dell'agricoltura si manifestava, lo si è visto, sempre più intensamente. La feracità del suolo rispondeva generosamente alle fatiche e ai sacrifici degli agricoltori. Il benessere aumentava e si diffondeva nel paese. Ma ciò non avveniva senza contrasti sociali, a causa soprattutto della formazione di una massa sempre più numerosa di lavoratori avventizi, che determinò situazioni e problemi difficili, e spesso gravi, anche dopo la fine della prima guerra mondiale. Prima del 1880 circa, le condizioni dei braccianti erano rimaste, in sostanza, discretamente buone. Opere di bonifica, lavori agricoli in aumento per l'affermarsi, anche se lento, di nuove direttive tecniche, frequenti colture cerealicole ecc. avevano assicurato alla massa bracciantile un'occupazione pressochè costante e l'insufficienza del reddito non era derivata tanto dallo scarso numero di giornate lavorative <la essa effettuate, quanto dai bassi salari ( 1). Dopo il (1) Sui contratti agricoli in Romagna alla fine del secolo XIX, l'annuo guadagno del contadino e i salari percepiti dai pigionali, dr. L. Boow, Sui contratti agrari e sulle condizioni materiali di vita dei contadini in diverse regioni d'Italia, in Annali di Statistica, serie II, voi. 8, Roma 1879, pp. 171-72. Fondamentale è lo studio di A. GRAZIADEI, La questione agraria in Romagna. Mezzadria e bracciantato, Milano 191 3, ove si parla, fra l'altro, dei caratteri differenziali nelle condizioni di vita dei mezzadri e braccianti roma gnoli (e ravennati in particolare), dei problemi della mezzadria e del braccianta to, della
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