Nullo Baldini nella storia della cooperazione

GIORGIO PORISINI Negli anni dell'immediato dopoguerra, in particolare, quando l'istruzione tecnica diffondeva sistemi di coltivazione più razionali. il prezzo ,delle derrate agricole aumentava, le nuove colture più redditizie si sovrapponevano a quelle vecchie, avveniva una ulteriore disgregazione delle superstiti proprietà nobiliari. I nuovi proprietari privati appartenevano quasi esclusivamente alla classe borghese e provenivano in gran parte dalla terra (contadini, piccoli risparmiatori che con sacrifici erano divenuti proprietari ex-novo o che avevano potuto ingrandire a poco a poco loro antecedenti proprietà, fattori che amministrando i propri e gli altrui beni erano riusciti a creare nuovi possessi). Il fenomeno, verificatosi in proporzioni assai notevoli dopo la prima. guerra mondiale ,dell'allargamento e diffusione, in ogni parte d'Italia, della piccola proprietà coltivatrice (18), aveva riguardato, torio .della Provincia. Alla prevalenza, in quest'ultima, delle piccole proprietà, diffusissime soprattutto nelle zone di collina, si era contrapposto, come si è visto -attraverso i catasti fondiari del 1898-1900 e 1925, un netto e notevole predominio .dei grandi possessi, superiori a 100 ha., nel territorio comunale. Ma durante la prima guerra mondiale e, ancora più, negli anni ad essa immediatamente successivi, era aumentato ulteriormente, nella Provincia, il frazionamento dei possessi, accentuata la creazione di una piccola proprietà « numerosa, volonterosa e virtuosa tale da moltiplicare gli sforzi per sempre più assicurare a sè ed ai congiunti maggiore benessere possibile>. I fondi ven- ·duti nel quinquennio 1915-19, pari a 2415, erano andati, nella maggior parte, nelle mani di contadini o affittuari lavoratori diretti. « Di pari passo i braccianti sotto l'egida della cooperazione compirono non meno importanti progressi sia per la quantità di terreni acquistati .ed affittati, cosicchè nella libera e feconda gara tra~rivati ed enti si è potuto registrare un tale trapa:;so della proprietà che ritengo - scriveva il Bellucci nel 1922 - non si sia da tanto tempo facilmente verificato nelle altre provincie > (G. GHEBA, Sulla perequazione fon diaria nella nostra Provincia, in « Rivista agricola e commerciale >, 1909, pp. 203-u; A. BELLucc1, Come trapassa la p-roprietà in Provincia di Ravenna, in « La Romagna agricola, industriale e commerciale», 1922, pp. 39-43). (18) Com'è noto, questo « episodio grandioso - come lo definisce il Lorenzoni (p. 5) - interessò circa mezzo milione di contadini, quasi tutti reduci dal fronte. Essi comprarono, prevalentemente in libera contrattazione, circa un milione di ha. di terra coltivata o coltivabile, « arrotondando con essa loro precedenti proprietà o diventando proprietari ex-novo. Il fatto veniva avvertito assai presto, sia attraverso i dati del censimento del 1921, confrontati con quelli del 19u, sia da segnalazioni di privati osservatori che fra il 1920 ed il 1927 avevano visto in tutte le parti d'Italia moltiplicarsi i casi di trapasso

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