12 ALDO BERSELLI dal Partito Socialista della Romagna era necessaria stante l'ambiente favorevole, cosa che non sarebbe stata possibile nella Toscana» (20). Appaiono allora le prime traccie di una linea che doveva essere· perseguita con coerenza per tutta la vita, appare la riaffermazione della peculiarità dell'ambiente ravennate. Ma, e insistiamo, se la lotta deve essere condotta· seguendo una tattica determinata sulla base di una attenta analisi della situazione reale, ciò non significa che si debba rinunciare ad una decisa e virile azione di rottura. Nullo ha ormai fermamente imboccato la sua strada, in contrasto anche con le aspirazioni del padre che lo aveva avviato alla scuola tecnica e che sognava di farlo entrare nell'Accademia Militare. Nullo tronca gli studi, non vuole avviarsi alla carriera militare che del r.esto gli è preclusa: a 17 anni è andato in carcere la prima volta sotto l'accusa di far parte di una « banda ·a delinquere »; a 18 anni vi entra di nuovo, accusato di essere « il capo di un'associazione a delinquere»: Nel frattempo il padre muore di una rapida malattia e Nt}llo viene condotto ammanettato al letto del padre morente: « Qu~do più vecchio », scrive la figlia Maria Luigia, « raccontava -quel doloroso ultimo incontro ancora soffriva per la tristezza dei ricordi: quelle manette vicino a quel letto di morte, il ritorno in prigione lasciando la madre e le sorelline in pianto in una casa che ormai andava alla deriva>> (21). (20) V. I. di Nullo ad Andrea Costa, da Ravenna, 26 gennaio 1884, in Carteggio Andrea Costa (C.A.C.), conservato presso la Biblioteca comunale di Imola (Bologna). In merito v. F. MANCINI, Le carte di Andrea Costa conservate nella Biblioteca Comunale di Imola, Roma 1964. (21) M. L. Nxrn BALDINI, art. cit., p. 3.
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