L'AGRICOLTUR.\ R,\VENN.\TE DAL 1893 AL 1922 225 gli enti, ascesi da 52 a 128, da 10349 a 16066 ha. e dall'11 al 17 % circa del valore complessivo della proprietà fondiaria. Stazionarie o in diminuzione le Congregazioni di carità, i collegi e gli istituti educativi, gli enti di assistenza e beneficenza, avevano acquistato un peso crescente le Casse rurali e di risparmio, le Congregazioni con- . sorziali, gli Istituti di credito fondiario, i Consorzi scolo. Un grande balzo in avanti era stato compiuto dalle società commerciali (nuova forma sotto la quale si trovavano iscritte ingenti proprietà borghesi) e soprattutto dai primi organismi, cooperativi e sindacali, di operai braccianti. Gli enti laici erano stati in pratica l'unica classe che, in questo periodo, aveva accresciuto il proprio patrimonio fondiario. Rispetto all'estensione e al valore complessivo della proprietà terriera, i possessi privati della borghesia risultavano contratti nella superficie e in lieve aumento nel valore imponibile. In termini assoluti era aumentato, per superficie, il numero dei piccoli e medi e, per valore, anche quello dei grandi proprietari borghesi (7). Ma, nell'ambito delle terre intestate alla borghesia, la consistenza in termini di valore dei piccoli e medi possessi aveva segnato un accrescimento assai modesto: dal 10 all'11 % e dal 46 al 47 %. circa dell'imponibile. Quanto alla distribuzione assoluta, er:i da rilevare l'arretramento delle grandi proprietà e una espansione dei piccoli e medi possessi. Per superficie le grandi proprietà, superiori a 100 ha., rappresentavano nel 1925 il 60 ~{ circa ,della proprietà fondiaria complessiva del Comune contro il 68 •% circa dd 1898--1900. Le superfici dei piccoli e medi possessi erano passate invece rispettivamente dal 7 al IO,% e dal 25 al 29 ~fo della estensione totale del Comune. Rispetto all'imponibile, le grandi proprietà si erano contratte dal 57 al 53 %. circa del valore complessivo; le piccole e le medie proprietà erano passa~e invece rispettivamente dal 7 a11'8 % e dal 36 al 39 % circa (8). I maggiori passaggi di proprietà si erano avuti, durante l'età giolittiana, nelle zone dei fondi più riccamente dotati di viti e, in (7) Piccole proprietà si considerano quelle inferiori a 10 ha.; medie proprietà quelle comprese fra 10 e 100 ha.; grandi proprietà quelle superiori a 100 ha. (G. PoR1s1N1, La proprietà terriera ecc. cit.). (8) G. PoRISINI, La proprietà terriera ecc. cit., p. 131 ss.
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