224 GIORGIO PORISINI Nel 1886, l'estensione media che si riteneva nel Comune normale per un podere aratorio usualmente coltivato, era pari a 10 ha. circa. I proprietari, dal punto di vista delle aziende rurali che possedevano, potevano così distinguersi : I solo podere . . da I a 3 pode:r:i. da 3 a IO poderi da IO a 20 poderi. oltre 20 poderi . . proprietari totale dei fondi 350 200 I20 45 20 35° 400 600 675 500 Erano prevalenti la mezzadria e la grande coltura. Solo i corpi morali e i grandi proprietari affittavano. Di boarie ve ne erano pochissime. Le aziende rurali condotte in affitto erano all'incirca 500. Molto rari i proprietari che dirigevano personalmente le proprie aziende: in generale ci si serviva di agenti e fattori. Estremamente scarso._ilnumero (300 circa) e l'importanza dei fondi coltivati dallo stesso proprietario. La composizione di una famiglia colonica normale, per la coltivazione di un fondo medio, era all'incirca di 3 uomini e altrettante donne (5). Altrove si è detto della dinamica fondiaria nel Comune di Ravenna dal 1569 ai giorni nostri e, in particolare, quindi, anche della dislocazione dei possessi terrieri dal 1898-1900 al 1925 (6). Dagli ·ultimi anni del secolo XIX al 1925, le ditte proprietarie iscrit_tein catastq erano as.ceseda 2462 e 4025. Le proprietà nobiliari denunciavan<?marcate contrazioni, passando dal 21 al 15 :% circa della superficie e dal 19 al 12 % circa del valore complessivi. Le proprietà del clero, stazionarie nel numero delle intestazioni, risultavano leggermente accresciute nella loro estensione e in lievissima diminuzione nel valore imponibile. Nei primi 25 anni del nostro secolo, rispetto al 18~-1900, si era verificato, soprattutto, un ingente incremento delle proprietà de- (5) A.S.C.R., 1886, Tit. VI, rub. 6, fase. 3 e Inchiesta agraria ecc. cit. (6) G. PoRI?INI, La proprietà terriera ecc. cit.
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