Nullo Baldini nella storia della cooperazione

GIORGIO PORISINI sviluppo della produzione totale e gli incrementi progressivi dei rendimenti unitari, sarebbe iniziato, quasi improvvisamente a partire dal 1902-03 circa,.grazie soprattutto, ripetiamo, al maggiore consumo di concimi azotati e potassici, alla più ampia estensione di terreno · concessa al prato artificiale di leguminose e alle coltivazioni industriali. Il catasto del 1925, i cui dati dopo un lungo e paziente lavoro di spoglio sono stati da noi direttamente raccolti ed elaborati, con il suo 40 % circa dell'intero territorio comunale attribuito al seminativo arhorato, 32 % circa ascritto al seminativo nudo e IO % registrato come incolto produttivo, è prova delle imponenti realizzazioni avvenute dagli inizi del secolo fino alla attivazione delle volture (tavola 1); ci consente di distinguere, per lo meno nelle sue grandi linee, la zona appoderata da quella « a larga »; dimostra come, anche dopo la prima guerra mondiale, le zone occidentali e meridionali del Comune, nell'ordine, si trovassero al primo e secondo posto per ricchezza e varietà di coltivazione (tavv. 3 e 5); come la pianura a nord di Ravenna avesse migliorato, in misura notevole, la sua distribuzione colturale; come, infine, la zona centrale ed orientale, continuamente crescente per le sempre maggiori superfici sottratte alle acque, restasse, soprattutto per le vaste aree costituite da arativi nudi (32 % circa) e terreni pascolivi (18,78 ·~/4), la più povera e agronomicamente difficile da riscattare (tav. 4) (4). (4) Dati sulla distribuzione colturale per l'intera Provincia relativi al 1910 e 1929 è per il Comune relativi al solo anno 1929, in lsTITUTO CENTRALE DI STATISTICA, Catasto agrario 1929 cit., pp . . VIII e 6; per il Comune, dati relativi al 1731 e-j898-1900, nei nostri saggi Un catasto ravennate del secolo XVIII cit. e La distribuzione della proprietà fondiaria a Ravenna nel 18981900 cit. Nel catasto del 1925 manca la dizione arativi-arborati-vitati, presente invece nelle rilevazioni catastali ravennati dei secoli precedenti. Sia le superfici coperte, in parte, da alberi infruttiferi non maritati alle viti (arativi-arborati), che quelle coperte da alberi vitati (come ad es. le piantate, indicate nei catasti dr.i secoli XVI-XVII-J(VIJI e XIX come arativi-arborati-vitati), furono comprese fra i seminativi-arborati. Purtroppo i confronti comparativi nel tempo, fra i vari tipi di colture, non sono facili nè a volte possibili, per l'applicazione di principi e criteri di tecnica catastale differenti, seguiti nella identificazione delle colture e nell'attribuzione dell'estimo, e per l'adczione di nomenclature diverse, a volte perfino non chiare nel loro· significato tecnico-economico.

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