Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IV. LA DISTRIBUZIONE DELLE COLTURE AGRARIE E DELLA PROPRIETÀ FONDIARIA I catasti del 1569, 1612-14 e 1731, che nella rilevazione e nell'imponibile avevano considerato le coltivazioni reali e gli effettivi rendimenti, avevano dimostrato quanto vaste fossero, nei secoli XVIXVII e XVIII, le estensioni dei seminativi nudi, le superfici improduttive, i terreni infruttiferi perennemente o temporaneamente coperti da acque stagnanti, quanto ampi i terreni inutilizzabili per ogni coltura e le superfici che, non dissodate, venivano lasciate all'incolto (1). Successivamente, le rilevazioni catastali del 1809-u, 1835 e 1898-1900, pur ispirandosi a diversi principi e criteri nella determinazione -della qualità <li colture (2), avevano dimostrato fondamentalmente, accanto ad una innegabile ma assai tenue tendenza miglioratrice, la mancanza di notevoli trasformazioni e sensibili miglioramenti, l'assenza di un grande slancio, anche nel corso del secolo XIX, verso la intensificazione delle colture. La situazione agricola del Comune di Ravenna, nel 1898-1900, rimaneva grosso modo quella del 1835(3). L'impressionante progresso agricolo, di cui furono prova, come si è dimostrato nelle pagine precedenti, l'enorme (1) G. PoRISINI, Proprietà e colture nel Comune di Ravenna nel 1569, in « Rivista di storia della agricoltura », 1963, n. 1; lo., La proprietà fondiaria nel Comune di Ravenna dal 1612-14 al 1659, in << Economia e Storia», 1963, n. 2; lo., Un catasto ravennate del secolo XVIII, in « Bollettino del Museo del Risorgimento», Bologna, anno V (1960), parte Il; Io., La proprietà terriera nel Comune di Ravenna dalla metà del secolo XVI ai giorni nostri, Milalano 1963. (2) G. PoRISINI, La proprietà te1't'Ìera ecc. cit., pp. 9-17. (3) Dati e osservazioni sulla distribuzione colturale del territorio del Comune di Ravenna, negli ultimi anni del secolo scorso, in G. P0Rrs1N1, La distribuzione della proprietà fondiaria a Ravenna nel 1898-1900 cit.

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