Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 Nel Ravennate il contadino, vero produttore e non mercante, seguendo le direttive logiche di chi era preposto all'andamento dell'azienda, andava al mercato solo quando aveva qualcosa di sua produzione da vendere, e che rappresentava il fi:utto del suo lavoro, della sua intelligenza, o lo scarto di industria di cui voleva disfarsi. Questo sano indirizzo aveva resi rinomati ,oltre a quello di Ravenna, il mercato di S. Pietro in. Vincoli e, fuori del Comune, il mercato di Lugo, frequentato quest'ultimo (e ancora più quello di S. Pietro in Vincoli) da allevatori delle vicine campagne del Cesenate, del Forlivese e del Riminese, con i quali si determinavano continui scambi di ottimi soggetti da riproduzione (18). Dal 1869 al 1925, l'incremento della popolazione bovina poteva desumersi, per la Provincia, sulla base dei censimenti effettuati, dalle seguenti cifre ( 19): 1869 capi 68.531 1881 )) 70.5 27 1908 )) 88.597 1918 )) 9o.437 1925 )) ro5.373 Nel 1925, la massima intensità si registrava proprio nel Comune di Ravenna, e specialmente nella zona del piano appoderato, con 1,3 capi per ha. I centri più importanti di allevamento di bovini romagnoli saranno, da allora, S. Pietro in Vincoli, Gambellara, Coccolia, S. Pietro in Trento, Filetto, S. Michele. Una distinzione per circondari fra bovini, equini e suini, offriva i seguenti dati, per allora veramente confortanti (20): notizie interessanti sugli allevamenti dei cavalli, asini, ibridi, bovini, smm e ovini; considerazioni sulla consistenza del patrimonio zootecnico in rapporto alla superficie geografica e alla popolazione del Comune; e commenti, infine, relativi ai prezzi del bestiame, al suo valore commerciale e alla produzione foraggiera, in N. BENDANDI, Appunti di zootecnia ravennate ecc. cit. (18) L. BALLARDINI, L'allevamento bovino in Provincia di Ravenna cit., p. 99 ss. (19) « La Romagna agricola, industriale e commerciale», 1926, p. 162. t20) « La Romagna agricola, industriale e commerciale», 1926, p. 11 r. Il PAGANI (Monografia economico-agraria ecc. cit., p. 271) riporta le seguenti cifre: bovini 105.001, cavalli 13.407, asini 5.400, suini 108.230, pecore r3.444.

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