2o8 GIORGIO PORISINI zione agricola, un vero incaglio, un ostacolo spesso insormontabile. Sovente il valore del bestiame aveva superato il valore del fondo, e ciò, oltre ad avere un nesso con la produzione, lo aveva .avuto soprattutto nei rapporti tra proprietari e coloni, turbati da contrasti crescenti. La razza bovina romagnola era stata considerata, giustamente, dalle Autorità militari, in sede di requisizioni, come una di quelle che davano maggior rendimento in carne (16). Rigorosi esperimenti compiuti presso il pubblico macello di Ravenna avevano dimostrato che la resa in carne dei bovini romagnoli era di molto superiore al 50 .%, e arrivava frequentemente perfino al 6o-65 •%. del peso vivo. Buoni e tenaci lavoratori, capaci di sopperire a tutti i bisogni delle aziende, i bovini raggiungevano considerevoli pesi. Alla età adulta, i buoi pesavano in media 7 q., e all'ingrasso superavano i ro q. Le vacche pesavano, in media, 6 q.; i tori, in peso vivo, IO q. Ottimi assimilaton, utilizzavano bene i foraggi. L'attitudine delle vacche a produrre latte, anche se poco sviluppata, era pur sempre sufficiente ad allevare il prodotto : il latte era di ottima composizione. 1:,a razza gentile romagnola era considerata una delle migliori razze italiane, vicina « al punto ottimo di giusto equilibrio » tra la produzione della carne e quella del lavoro. Pur non riscontrandosi, nei bovini della zona, quella uniformità di tipo che già da tempo era desiderata ed auspicata, nel Ravennate l'agricoltore non pensava al mercato, ma seguiva il sano criterio dell'allevamento, ed era in · questa zona, appunto, più che in quelle di Faenza e Lugo, che si trovava. la . « classica rappresentanza dei meravigliosi caratteri della nostra razza ». . . Le prop~zit)..condizioni agricole e la grande ricerca di bestiame di razza romagnola, come animali miglioratori per altre zone e come eccellenti produttori di carne, facevano del Ravennate, già nel 1920-21 circa, una delle regioni più importanti in Italia per il commercio dei bovini. La capacità produttiva delle aziende del Comune, dagli inizi del secolo, era di molto aumentata; la densità <lei bovini (43,33 capi per Kmq. e 33,54 capi ogni 100 abitanti), divenuta veramente elevata (17). (16) « Rivista agricola e commerciale:., 1917, pp. 117 e 149. (17) Confronti fra i censimenti del 1876-81 e quelli del 1908 e 1918;
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