L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 207 Dal 1908 al 1918 non si ebbero « varianti di grande importanza se si ha riguardo soltanto alla entità delle cifre che denotano gli aumen ~i e le diminuzioni; ma - notava il Bendandi - le cifre stesse assumono una particolare significazione quando si considerino in rapporto alle condizioni zootecniche create dallo stato di guerra» (14). In via assoluta si era verificato uno spostamento notevolissimo solo nel numero dei maiali allevati ( + 50,41 °/4). Di poco erano diminuiti i cavalli (-7,61 %) e pressochè costanti erano rimasti gli asini (- 1 ,37 •%) e i bovini ( + 2,20 o/~)(15): prova delle grandi capacità della zootecnia ravennate e della volontà degli agricoltori superiore ad ogni elogio. Verso il 1917 si era lamentato un forte aumento nei prezzi, in relazione alla diminuzione del bestiame (avvenuta, come si è detto, in conseguenza degli avvenimenti bellici) e alle stesse condizioni di vendita. Il numero dei bovini della Provincia era diminuito, in quell'anno, di quasi un decimo. I prezzi di mercato, anche per la crisi foraggera (determinata anch'essa dalla guerra), erano stati di 40-60 lire al quintale al peso vivo, maggiori dei prezzi contemporanei stabiliti dal governo. L'alto costo del .bestiame era stato, per la produrisposero compiendo appieno e oltre il loro dovere; risposero sacrificando buona parte della loro produzione là dove essa risultava di qualità non completamente rispondente ai caratteri della nostra razza: mai ebbero un momento di scoraggiamento e quando le richieste furono superiori alla potenzialità produttiva delle nostre stalle, essi ricorsero alla speculazione e pagarono a questa orribile piovra, senza rammarico, senza pentimenti, pur deprecando l'ingiustizia che in quei momenti minacciava di scoraggiare anche i più volonterosi e i più buoni. Il risultato di questo magnifico sforzo fu che l'agricoltore ravennate uscì dalla guerra colla base intatta del proprio patrimonio zootecnico: e oggi pos-- siamo con sicurezza affermare che non solo la ricostruzione è completa ma l'incremento è così sensibile e il miglioramento così palese da fare invidia a tutte le più progredite provincie italiane» (L. BALLARDINI, L'allevamento bovino in Provincia di Ravenna, in « La Romagna agricola, industriale e commerciale », 1924, pp. 100-101). Cfr. pure MINISTERODI AGRICOLTURIAN,DUSTRIA E COMMERCIO, Censimento generale del bestiame eseguito nel 1918, in << Nuovi Annali del Ministero per l'agricoltura », anno I, n. 1, Roma s.i.a. (14) N. BENDANDI, Appunti di zootecnia ravennate ecc. cit., p. 6. (15) I dati offerti dalle rilevazioni del 1908 e 1918 sono perfettamente comparabili, data la identicità dei criteri statistici cui ambedue i censimenti si ispirarono.
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