L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 203 L'allevamento dei bovini di razza romagnola costituiva già nel 1902-03 uno dei titoli di maggiòre benemerenza per gli agricoltori della zona, un grande vanto per la zootecnia italiana. La densità della popolazione bovina e il miglioramento della razza stavano ad indicare il lusinghiero progresso compiuto, anche in questo settore, dagli allevatori ravennati (4). Nel 1886 furono censiti, nel Comune, 21668 bovini, 3750 suini, 8447 ovini e caprini, 827 stalloni e puledri, 1426 cavalli da lavoro, 3175 asini, 40 muli (5). Nel 1889 la media annua di produzione del bestiame era pari a 9000 capi circa. Il consumo medio ascendeva a 9530 capi, corrispondenti a 6692 q. Per abitante si consumava in media, ogni anno, Kg. 33,712. Gli operai e i braccianti potevano cibarsi di carne solo nei giorni festivi. Al Kg. i buoi e i manzi costavano L. 1,50; le vacche e i tori L. 1,20; i manzetti L. 1,40; i vitelli L. 1,6o; le capre, le pecore, i castrati, i montoni e gli agnelli L. 0,90. Il dazio-consumo, per gli animali che entravano nella città, veniva applicato nella seguente misura: per capo L. 33 per i buoi; L. 22,40 per le vacche, i tori e le giovenche; L. 18,48 per i manzetti; L. 0,45 per le capre, le pecore, i castrati, i montoni, gli agnelli; L. 10,46 al q. per i vitelli. Alcuni capi grossi venivano esportati in Francia e in varie provincie italiane (6). Nel 1898 i bovini esistenti nel Comune erano ascesi a 23741 unità. Quelli necessari al consumo mensile della popolazione potevano stimarsi pari a 1849 capi. Il bestiame era già discretamente abbondante, quello necessario ai lavori della campagna calcolandosi eguale a 16 mila unità circa (4000 buoi, 4000 manzi, 8000 vacche). S'importavano però, in media, 7500 buoi all'anno e le esportazioni potevano ritenersi pressochè nulle, il bestiame esportato venendo generalmente sostituito da altro che si acquistava in Comuni limitrofi (7). (4) Dati che il Comune di Ravenna inviò, nel 1903, al Ministero di agricoltura, fodustria e commercio, per uno studio sull'allevamento e la esportazione del bestiame dalla Provincia, e per far conoscere il notevole aumento avvenuto nel numero dei capi bovini, equini ed ovini, nel decennio 1893-1903, in seguito allo sviluppo e all'incremento dell'agricoltura locale, in A.S.C.R., 1903, Tit. VI, rub. 7, fase. 3. . (5) A.S.C.R., 1886, Tit. VI, rub. 6, fase. 3. (6) A.S.C.R., 1889, Tit. VI, rub. 7, fase. 3. (7) A.S.C.R., 1898, Tit. VI, rub. 7, fase. 3.
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