Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 massa era rimasta ancora indietro. La tradizione, così funesta in agricoltura, ancora imperava. La meta di un ideale agricolo non era stata ancora raggiunta, anzi, come si diceva, era « ancora nell'avvenire ». A questo e1 dificio economico che gli agricoltori ravennati avevano cercato di coslruire con le armi moderne della istruzione e del credito, la Cattedra ambulante di agricoltura, sorta nel 1903, aveva tentato di unirsi per integrarne il lavoro fecondo, si era fatta interprete delle necessità della agricoltura locale, « sminuzzando le verità accertate » e diffondendole tra chi non aveva tempo e mezzi per seguirle attraverso conferenze, consulti, visite ai fondi di privati, campi di prove sperimentali (21 ). Anche, e soprattutto, la via del progresso appariva irta di difficoltà, a volte sconfortami. Troppo di frequente l'agricoltore aveva introdotto modificazioni radicali nell'ordinamento della propria azienda senza avere la sicurezza del risultato che avrebbe raggiunto. E così, spesso, l'insuccesso aveva costituito l'infausto coronamento degli sforzi compiuti, generato sfiducia e pessimismo. A lato dei manifesti incrementi produttivi sopra illustrati, si erano registrati anche passi indietro, « trincee perdute nel campo della produzione», diminuite utilizzazioni della fertilità intrinseca del terreno. « L'agricoltore nostro non vi pensa e mentre da un lato giustamente si lagna di una pressione tributaria senza precedenti; dal1' altro a torto disperde inconsapevolmente ricchezze notevoli». « In Provincia si allevano - scriveva il Bellucci nel 1923 - 3000 once (di semi di bachi da seta) con una produzione media ,di Kg. 60, un totale di Kg. 180.000 che a L. 30 danno un importo di L. 5 milioni e 400.000. Abbiamo circa 18000 coloni in Provincia, migliaia e migliaia di braccianti; si potrebbero allevare almeno 15.000 once con una produzione <li Kg. 900.000 rispondenti ad un valore di L. 27.000.000. Si è avuto perciò una perdita di 22.000.000 di lire presso a poco quanto valgono le bietoìe prodotte in 6000 ettari di terra coltivati da noi. Capisco che non sempre il valore della seta è sì alto, (21) A. BELLuccr, Agli agricoltori della Provincia, in « Rivista agricola e commerciale», 31 gennaio 1907; Cattedra ambulante d'agricoltura della Provincia di Ravenna dalla fondazione ad oggi, in « La Romagna agricola e zootecnica», 1928, p. 166 ss.

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