Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 tive, che tanta impo~tanza avevano acquistato nella economia agraria e sociale del Ravennate ( 11). Il territorio del Comune di Ravenna reclamava ancora una sistemazione idrica soddisfacente e razionale. Ogni anno, abbondanti quote di produzione agricola restavano bruciate e decimate per la siccità. Prati, granturco, fagioli, bietole ecc. invocavano ed imploravano acqua, ma il Ravennate, pur ricco di fiumi, non aveva irrigazione (12) e, nei mesi estivi, quando il bisogno di trovare umidità era ovviamente maggiore per l'attiva traspirazione delle piante e l'evaporazione del terreno, cadevano quantità insignificanti di pioggia, forse la quarta parte appena di quella reclamata dalle piante stesse. Dal 1905 al 1907 si era verificata una imprevista e rapida diffusione delle macchine da raccolta e, in particolare, delle falciatrici ( 13), ma una malintesa concezione da parte dei lavoratori sulle macchine, ne aveva ostacolato una ancora più ampia utilizzazione. I coloni magnificavano il lavoro del perticaro (tipo Giardini), ma esso non riusciva a superare, in media, la profondità di 30 cm., senza considerare il cattivo lavoro che compiva e lo sforzo grande che richiedeva ai buoi e ai bifolchi. Pur denotando un indubbio progresso rispetto all'aratro con tavola funzionante ad orecchio, il tipo Giardini era ancora ben lungi dal poter rivaleggiare con gli aratri in ferro che l'industria metteva a disposizione (14). L'aratura meccanica si diffondeva soltanto nelle zone « a larga», e solo i grossi proprietari e i grandi affittuari, coloro cioè che avevano più di 150-200 ha. di terreno da arare ogni anno, potevano dirsi avvantaggiati. I piccoli proprietari, invece, i più numerosi nel Comu- (II) A. BELLucc1, Il problema dei trasporti, m << Rivista agricola. industriale e commerciale», 1919, p. 216 ss. (12) M. PERILLI, Bonifiche eseguite per conto dello Stato nella Provincia di Ravenna, Ravenna 1910, Quale sia il miglior tracciato per la via di grande navigazione fra il Po ed il Porto di Ravenna, Ferrara 1910, e Lavori idraulici e di bonifica nella pianura ravennate, Roma 1912. (13) L. BALLARDINI, ntroduciamo la falciatrice, in << Rivista agricola e commerciale», 30 aprile 1907. (14) A. BELLucc1, Aratro e aratura, in « Rivista agricola e commerciale>, 1907, p. 261 ss. e Relazione sull'attività ecc. cit., p. 24.

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