GIORGIO PORISINI salombarda, minacciava di interrompere i continui e progress1v1miglioramenti (8). Non solo nei terreni condotti a mezzadria si doveva estendere la coltivazione del pomodoro, ma anche in quelli a settentrione della città essa agevolmente si sarebbe potuta allargare, i braccianti delle « larghe » potendola, con non grave dispendio di forze, sorvegliarla e farla condurre anche da donne e ragazzi (9). L'agricoltore diveniva, anche se gradualmente e con estrema lentezza, un industriale, e come tale doveva produrre principalmente per vendere, e solo in linea accessoria:per consumare. Come produttore e venditore, quindi, anche il coltivatore andava soggetto alle vicissitudini del mercato e ai voleri -di questo. Per i foraggi, ad es., eran:o le crisi di prezzo, in genere, e non più di quantità, quelle che preoccupavano gli agricoltori ravennati. « Dopo la felice cuccagna degli scorsi anni - scriveva il Bellucci nel 19m - nei quali i prezzi dei fieni eran saliti a cifre artificiose di L. 9-10 al q., siamo discesi al prezzo ,di poco più di L. 6 e data l'enorme produzione in tutta Italia, tutto lascia prevedere che i prezzi diminuiranno ancora e difficile· ne sarà l'esportazione » (IO). Con l'inizio della industrializzazione della agricoltura, il problema dei trasporti si era fatto imperioso ed urgente. Fino a che si coltivava granturco e grano, i prodotti venivano per la maggior parte trasformati e consumati nelle aziende, e i trasporti pesavano in misura irrisoria sul costo di produzione dei medesimi. Ma quando, verso . il 1920 circa, prodotti copiosi venivano trasformati in apposite fabbriche (come, ad es., per le bietole, il pomodoro, la frutta ecc.), e la massa di materia greggia era più che quintuplicata, e in alcuni casi perfino decuplicata, il costo dei trasporti assumeva altezze iperboliche, che di;JPif\uivano sensibilmente il valore dei prodotti. A questo equilibrio turbato occorreva provvedere se si voleva salvare la produzione delle coltivazioni industriali, e con esse le industrie rela- (8) A. BELLucc1, Come provvedere? A proposito della minacciata chiusura degli zuccherifici di Classe e Massalombarda, in « Rivista agricola e commerciale», 1913, p. 471 ss. . (9) G. GENNARI, Per la semina del pomodoro, in « Ri\nista agricola e commerciale », 1912, p. 120 ss. ( 10) A. BELLucc1, La crisi foraggera e la r,-oduzione della carne, m « Rivista agricola .e commerciale», 1910, p. 190 ss.
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