Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 195 richiedeva cura grande, assistenza e sorveglianza continua, preparazione industriale ed agricola, ma soprattutto molti capitali, specie nel primo anno di lavorazione, per la costruzione del locale di cura (L. 1200 circa per ha.), la sistemazione dei magazzeni, la confezione del prodotto ecc. (6). I prezzi, particolarmente elevati ,applicati dal 1909, di L. 45 circa per la foglia scadente e di L. 170 per le foglie sane, lunghe non meno di 70 cm., erano il frutto di ingenti capitali anticipati ,intelligenza e lavoro non comuni, cure razionali, che potevano essere eseguite solo da operai intelligenti, addestrati alla cura, scrupolosi, esatti. L'Amministrazione delle privative, anzichè favorirla, aveva ostacolato fin dal nascere la coltivazione del tabacco nel Ravennate, « perchè si e(ra) basata sul gretto concetto di privato industriale, e non sulla larga concezione di industria di Stato che avrebbe dovuto abbracciare il più vasto campo della economia nazionale». Basando i prezzi dei prodotti nazionali su quelli medi dell'estero, senza tener presente che per ragioni di clima, terreno ed ambiente, tali prezzi non erano sufficienti a far prosperare una coltura e una industria nuova, per il Ravennate, quale quella del tabacco, e che richiedeva oltretutto una alta percentuale di lavoro industriale, mano d'opera specializzata e combustibile (il cui prezzo era triplicato rispetto al 1914), l'Amministrazione deile privative, pur non ignorando che i prodotti agricoli nel 1915 e '16, rispetto al 1914, avevano subito un rialzo di prezzo del 5.0 % circa, aveva decretato un aumento, per il tabacco, del solo 12 % dal 1914 al 1915, e del 4 % dal 1915 al 1916 (7). Per le bietole, già si presentava, nel 1913, una crisi di sovraproduzione che, rendendo insufficienti gli zuccherifici di Classe e Masoccorrenti per la coltivazione e l'affitto del terreno, il reddito netto risultava pari a L. 400-500 circa per ha. (6) Il punto più critico restava sempre, nel settore della coltivazione del tabacco e della essicazione della foglia, il locale di cura. Esso doveva soddisfare a certi requisiti se si voleva ottenere una foglia ben confezionata, che poi sarebbe stata pagata al più alto prezzo possibile. Un cattivo locale di cura poteva deprezzare il tabacco del 15, 20, 30 e più per cento sul prezzo medio stabilito nella misura di L. 100-1rn al q. (7) « Rivista agricola e commerciale», 1908, pp. 480-81; 1909, p. 326 ss.; 1917, p. 135 ss.; 1918, pp. 103 ss. e 239 ss. Cfr. pure A.S.C.R., 1914, Tit. VI, rub. 4, fase. 4; 1918, Tit. VI, rub. 4, fase. 4.

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