194 GIORGIO PORISINI del 1900 e di 6/10 maggiore a quelle delle annate normali. L'andamento asciutto delle stagioni (con primavere che favorivano la fioritura ed estati che impedivano lo sviluppo della crittogama), le cure antiparassitarie e ,soprattutto, l'applicazione di metodi più razionali di coltura, avevano contributo a raggiungere gli elevati indici, di produzione unitaria e complessiva, ora indicati (3). Per i mangimi, i prezzi di lire 10-12 al q. praticati dal 1905 al 1910 circa, avevano costretto l'agricoltore a vendere per poco quel bestiame che egli aveva acquistato invece a caro prezzo. Nella parte alta del Comune e della Provincia, e in genere in tutti i fondi condotti a colonia, si manteneva un numero di capi di bestiame troppo superiore alla quantità dei foraggi prodotti. Ogni podere di questa zona era costretto a comperare, in media, ogni anno, 150-200 lire di fieno dalla zona di bonifica. Nel 1916 poi, a compromettere le riserve coloniche di fieno erano intervenute le requisizioni di guerra che, pari a 255 mila q. circa, avevano annullato le quantità disponibili per l'esportazione. Il granturco, di cui si limitava, ripetiamo, molto opportunamente la superficie di coltivazione, sostituendola, con molto vantaggio, con altre piante da rinnovo quali ad es. la bietola, dava poco prodotto, per la scarsa fertilità del terreno sul quale era generalmente posto e per la grande siccità che si lamentava proprio nei mesi in cui esso doveva crescere e maturare. Assai progredita per tutto ciò che riguardava le coltivazioni er- . bacee ,l'agricoltura ravennate era ancora piuttosto arretrata nel settore delle _colture arboree, specialmente da foglia. La pratica generalmente seguita di seJilinare i cereali, r:: soprattutto il grano, sul cavalletto costrin~è.vail contadino ravennate a non effettuare, o a compiere matam.=énte,le cure anticrittogamiche alle viti, proprio in un periodo in cui infierivano la peronospera e l'oglio(4). Il tabacco, buona e redditizia coltivazione che compensava largamente le fatiche dei coltivatori e le anticipazioni dei proprietari (s), (3) A.S.C.R., 1901, Tit. VI, rub. 6, fase. 3. (4) L. BALLARDINI, Lavori culturali alle bietole, in « Rivista agricola e commerciale», 31 marzo 1907. (5) Per il tabacco, ammessa una produzione unitaria media di q. 23 per ha., il reddito lordo era fatto ascendere a L. 2300 circa. Detratte le spese vive
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