L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 193 pria agricoltura intensiva. Tenacia, intelligenza, amore alla terra avevano guidato gli agricoltori ravennati in questa opera di incremento di produzione. Dell'arma della concimazione chimica e della diffusione delle colture industriali, l'agricoltore locale si era servito così doviziosamente e giudiziosamente da portare a livelli particolarmente elevati i limiti della produzione. E questa, moltiplicatasi in tutto il territorio comunale, aveva creato un ambiente di vha economica ed agricola tale da essere oggetto di invidia e amm1raz1one per molte provincie e regioni d'Italia (40). 2. Arare, concimare, seminare, raccogliere : era molto ma non tutto. Non bastava ovviamente aver diffuso le leguminose e i concimi chimici; aver ridotto, e anche eliminato, come taluno aveva fatto dai propri fondi, il formentone, la più tradizionale fra le colture marzuole, allora, in relazione al suo valore mercantile, troppo inferiore alla bietola e alle altre sarchiate, assai più ricche e remunerative (1). La tradizionale pratica, in certe frazioni del Comune ancora imperante, di volere ad ogni costo destinare la metà della superficie di ogni fondo a grano, mal si conciliava con le nuove correnti dell'economia agraria moderna. La diffusione eccessiva della vite, che aveva fatto quadruplicare in pochi anni la produzione, non si accompagnava ad un miglioramento organizzativo del commercio. Le eccezionali produzioni di uva (il cui prezzo raggiungeva, nel 1907, le 6 lire circa al q.) avevano determinato crisi di sovraproduzione, tanto più gravi in quanto contadini e proprietari, sprovvisti di ciò che era necessario per trasformare la materia prima, erano costretti alla vendita a qualsiasi prezzo (2). Un territorio quale quello ravennate, co~Ì fertile per le produzioni di grano, bietole, foraggi, tabacco, pomodoro ecc., non doveva troppo incrementare, nella pianura bassa, la viticohura. Già nel 1901 la produzione di uva, pari a complessivi 784 mila ett. circa (ett. n,20 per ha.), era superiore di circa 1 / 3 a quella (40) E. SERENI, Il capitalismo nelle campagne ( 1860-1900), Torino 1948, p. 216 ss. (1) A.S.C.R., 1898, Tit. VI, rub. 4, fase. 4, e 1900, Tit. VI, rub. 6, fase. 3. (2) A. BELLucc1, Crisi... d'abbondanza, in « Rivista agricola e commerciale», 1907,.p. 385 ss.
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