Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 difficili i rapporti fra clù produceva e chi trasformava (28), la coltivazione della bietola da zucchero, entrata assai bene nella combinazione colturale, raggiungeva ottimi risultati tecnico-economici. Nella zona di bonifica del Lamone, in cui le bietole trovavano l'ambiente migliore per le alte produzioni unite all'elevato tenore zuccherino, si toccavano, già nel 1907-10, i 400 q. per ha. (29). La quantità di sementa impiegata era pari a circa 18-25 Kg. per ha. (30). Il nuovo e grande zuccherificio di Mezzano, destinato a lavorare 18 mila q. di bietole al giorno, trasformava agronomicamente una vasta plaga di terreno (quella a nord di Ravenna), e recava notevoli benefici, agricoli e sociali, in tutto il territorio del Comune (31). Nel 19o6 erano sorte, nella Provincia, tre società per la lavorazione del pomodoro. Le alte produzioni unitarie assicuravano agli agricoltori una elevatissima rendita, nonostante le spese notevoli di palatura e mano d'opera. Nel 1908, abbandonato il limite ristretto dell'orto, il pomodoro aveva invaso, finalmente, il pieno campo. La produzione media per ha., pari a 400 q. circa, al prezzo di L. 4 al quintale, dava una rendita media lorda di L. 16oo, superiore a quella di qualsiasi altra coltivazione (32). (28) Accordo raggiunto, m <<Rivista agricola e commerciale», 1916, p. 47 ss. (29) A. BELLucc1, Relazione sull'attività della Cattedra ambulante d'agricoltura ecc. cit., p. 189 ss.; L. BALLARDINI, Raccolta delle barbabietole da zucchero, in « Rivista agricola e commerciale », 1907, pp. 274-75. (30) I contadini però, erroneamente, lesinavano sulla quantità del seme, impiegandone solo 12-14 kg. circa per ha. (L. BALLARDINI, Sulla semina della barbabietola, in « Rivista agricola e commerciale», 28 febbraio 1907). (31) Per lo zuccherificio di Mezzano, in « Rivista agricola e commerciale», 1908, p. 35. Cfr. pure, nella stessa Rivista, 1907, p. 476 ss. e 1908, p. 3. Nel 1913, gli zuccherifici di Classe, Mezzano e Massalombarda lavorarono rispettivamente 840.000, 1.760.000 e 900.000 q. circa di bietole (R. GuLMANELLI, Per la minacciata chiusura degli zuccherifici, in « Rivista agricola e commerciale», 1913, p. 575 ss.). (32) Nel 1913, quando erano già in funzione le fabbriche di Ravenna, Cervia, Godo, Lugo e Massalombarda, si stava pensando alla costruzione di altre due industrie per il pomodoro, rispettivamente a Filetto e a Faenza (Per le coltivazioni industriali, in<<Rivista agricola e commerciale», 1913, p. 62). Sulla coltivazione del pomodoro e sulla industria di conserva relativa, cfr. « Rivista agricola e commerciale», 1908, pp. 35 ss. e 51 ss.; 1911, p. 2 ss.; 1912, p. 220 ss.; 1917, p. 208 ss.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==