GIORGIO PORISINI Nel 1907 la coltivazione del pisello, estesa nel territorio comunale per 200 ha. circa, offriva una produzione complessiva di quasi 6000 q. (15). Il foraggio -verde <li tipo romagnolo rendeva q. 383 circa pe.i: ha. al primo taglio ,e q. 272 per ha. al secondo taglio. Fino al 1916 l'esportazione~ in annate normali, di fieno raggiunse la cifra, veramente cospicua, di 350-400 mila q. circa(16). Coltivate soprattutto nelle zone « a larga», ove il bestiame si manteneva relativamente scarso, le leguminose incominciavano ad alimentare il mercato, spesso assai propizio, dell'esportazione. Nel 1924, ad es., si esporteranno dalle zone « a larga » più di 500 mila q. di foraggio. -Le semenzine, prodotte anch'esse nella maggior parte nelle zone di bonifica, divenivano uno dei principali e più importanti prodotti dell'esportazione ravennate. Non soggetta ad incagli in magazzeno, trovavano facile e prontissimo smercio a prezzi anche altamente remunera!ori (17). Il fieno veniva venduto, nei primi anni del secolo, a L. 5-il quintale.. « Se si considera che un ettaro produce roo e più quintali di fieno, si scorge come il reddito sia molto elevato, poichè a poca cosa si riduèo11_ole spese consistenti in q. 4-6 di perfosfato e nella mano 4'opera per la falciatura». Non solo il prato dava luogo in tutta la zona ravennate ad un commercio fiorente e redditizio per la produzione di semi minuti (il cui prezzo_di vendita si aggirava intorno alle L. 100-110il q.), ma come media si ottenevano dal primo taglio ·q. 45 di fieno, dal secondo taglio q. 1,8-2 di seme, dal terzo taglio q. 15 <li fieno; oppure, volendo produrre solo fieno e non anche, contemporaneàmente, semenzine di spagna, dal primo, secondo, terzo e quarto ~aglio rispettlvamente q. 45, q. 30, q. 24 e q. 12 di (15) A. MONTANARI, La coltivazione del pisello, in « Rivista agricola e commerciale», 1907, p. 357 ss. (16) Sulla scelta della foraggiera da adottare, nelle condizioni agricole del territorio ravennate, non v'erano dubbi. La foraggiera più adatta, nel Comune di Ravenna, era la medica o spagnara, e solo in qualche parte del territorio comunale poteva essere il trifoglio (N. BENDANDI, I concetti informatori di una rotazione nel Ravennate, in << Rivista agricola e commerciale», 1909, p. 517 ss.). (17) Sui foraggi si veda, fra l'altro, la « Rivista agricola e commerciale>, 30 aprile, 31 maggio e 30 giugno 1907; 1910, p. 482 ss.; 1916, p. 215.
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