' L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 181 ca, con conseguente migliorata produzione di cereali, era lo scopo, l'intendimento principale cui doveva tendere il tipo di rotazione più razionale da adottarsi. Con i nuovi sistemi di avvicendamento, era possibile soddisfare, con un certo ordine logico e costante, queste caratteristiche di razionalità, e mentre ogni pianta, in virtù della precedente coltura, trovava nel terreno le condizioni migliori per bene produrre, lasciava poi in maniera più o meno completa allo stesso terreno le condizioni favorevoli al buon succedersi della coltura seguente. In una delle tenute più grandi e meglio coltivate della zona alberata, la trasformazione delle colture, dal 1870, risultava essere, in cifre percentuali, la seguente: 1870-79 Foraggi 26 Grano 48 Canapa. 9 Barbabietola Granturco r4 Coriandolo Marzatelli 3 1890-99 3r 49 6 9 2 3 30 52 3 r4 I « L'antica rotazione forniva al bestiame foraggio insufficiente per quantità, e per qualità, e al fondo concime abbondante ma poco utile; donde la relativa scarsezza del bestiame, e l'impoverimento della terra. Prima l'estensione della cultura dei foraggi come preparazione del terreno ai cereali, poi le forti concimazioni chimiche hanno molto aumentata la produzione. Nella tenuta già citata (quella di Coccolia dei nobili Pasolini) la spesa per concimi chimici, che era di L. 6 per Ea. nel 1850-52, fu di L. 44 nel 1903,, (8). Per il grano, migliorate sensibilmente le tecniche di coltivazione (specie per quanto riguardava le qualità e le quantità della se- (8) A. CARONCINI, La questione delle trebbiatrici ecc. cit., gennaio 19n, PP· 34-35. Sul progresso agricolo, in particolare, ottenuto nelle zone vallive e risicole, ove si raggiungevano, già prima del 1911, produzioni di 35 q. di riso (nel 1879, q. 17,50), 100 q. di erba medica nei tre tagli (nel 1879, q. 55) e q. 22 di grano (nel 1879, q. 7,7) per ha., cfr. A. CARONCINI, La questione delle trebbiatrici ecc. cit., gennaio 1911, p. 36.
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