Nullo Baldini nella storia della cooperazione

... 180 GIORGIO PORISINI Nei terreni da poco bonificati, si adottavano rotazioni decennali o dodecennali (6), termine di passaggio fra lo stato di coltura fino allora vigente· e i futuri sistemi intensivi di utilizzazione della fertilità naturale. Dal 1920-25 circa, la rotazione adottata fu di tipo settennale, ottennale e novennale (7). Per aumentare la quantità di sostanze organiche, a profitto delle bietole, si proponeva di usare una concimazione con letame, sovescio di favetta ecc. Stabilire una data rotazione, opportunamente scegliendo piante a rapido sviluppo, dotate di esigenze tali da permettere fra il raccolto e la successiva semina un altro prodotto, ·era tale vantaggio che, in una agricoltura intensiva e moderna, non era possibile abbandonare o tralasciare come inutile o superfluo. Praticare una coltura continua della massima intensità, con proporzionate estensioni <li piante industriali, intercalate a foraggi e accompagnate da un progressivo aumento· dell'industria zootecnida un .lieve aumento delle coltivazioni foraggiere << sì che la divisione normale del fondo colonico era di metà a grano, 2/6 a marzatelli e 1/6 ad erbaio», era divenuto~ -durante il primo decennio del secolo, quadriennale per lo sviluppo della coltura -dei foraggi, che copriva già più di 1/ 4 del fondo quando si usava lasciare l'erbaio sotto i filari delle viti, e si avvicinava così a coprire l'estensione consigliata « dall'arte » di 2/ 5. Anche la qualità dei marzatelli era variata: intorno al 1880 i 2/6 del podere riservati ai marzatelli erano coltivati quasi tutti a granturco, associato a fagioli e in piccola parte a canapa. Verso il 1910, invece, la nuova, anche se inferiore (I/ 5), quantità di terreno destinata a marzatelli, era coltivata a barbabietola e a canapa, con poco granturco. Si estendeva, sempre più, la coltura del pomocforo ·e dei cavoli (A. CARONCINI, La questione delle trebbiatrici a Ravenna, in << Giornal~ degli-Ec~ncmisti e Rivista di Statistica», ottobre 1910, gennaio marzo e ~gno 19u. Cfr., in particolare, gennaio 19II, pp. 33-34). (6) N .• BE~DANDI, concetti informatori di una rotazione nel Ravennate, in « Rivista agricola e commerciale», 1909, p. 517 ss., La rotazione quadriennale mista, in « Rivista agricola e commerciale», 1909, p. 567 ss. e Le rotazioni: decennale e biennale mista, in << Rivista agricola e commerciale», 1909, p. 641 ss. (7) Nel tipo settennale si susseguivano le seguenti coltivazioni: sarchiatafrumento con medica-medica-medica-medica-frumento-frumento. Nel tipo ottennale: sarchiata-frumento-frumento con medica-medica-sarchiata-frumento con medica-medica-medica. Nel tipo novennale: sarchiata-frumento con medica-medica-medica-frumento-sarchiata-frumento-medica-medica. Le sarchiate erano rappresentate dal granturco, dalla barbabietola da zucchero, dal tabacco e dai fagioli. Come foraggiere, oltre alla medica, si coltivavano anche il trifoglio e la lupinella (lsTITUTO CENTRALE DI STATISTICA, Catasto agrat'io 1929, fase. 41: provincia di Ravenna, Roma 1934, p. V).

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