Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 179 dalle cooperative agricole, guidate e dirette da Nullo Baldini, vi erano medicai aventi numerosi anni di vita: cosa permessa dalle condizioni specialissime dei terreni, fertili e di ottimo impasto, che permettevano, anche normalmente, un prolungato soggiorno prativo. La fertilità accumulata dal prato veniva sfruttata da coltivazioni consecutive di grano. Nella bassa pianura ravennate, la concimazione fosfatica autunnale, a lato della semina, poteva dirsi, già prima del 1910 circa, generalizzata, poichè gli agricoltori si erano convinti finalmente che le alte produzioni di grano dipendevano prima di tutto dalla presenza e dall'abbondanza di acido fosforico nel terreno, e riconoscevano ad esso una spiccata influenza sulla resistenza dello stelo e sul peso della granella, e conseguentemente sul prodotto (4). Nella zona della pianura alta appoderata, le rotazioni in pochi anni venivano radicalmente modificate, così da ridurre a superfici insignificanti il granturco, sostituito da bietole e pomodori, ma soprattutto da prati artificiali di leguminose (5). ticolare, come nelle terre dei maggiori proprietari si effettuassero soprattutto i miglioramenti e i progressi, in « Rivista agricola e commerciale», 28 febbraio 1907; 1908, pp. 35 ss., 210 ss., 340 ss.; 1910, pp. 11 ss., 39 ss. Sulla attendibilità delle cifre riportate dal giornale pubblicato dalla Cattedra ambulante di agricoltura di Ravenna (Rivista agricola e commerciale della provincia di Ravenna dal 31 gennaio 1907 al 31 dicembre 1919; La Romagna agricola, industriale e commerciale dal 31 gennaio 1920 al 31 dicembre 1926; La Romagna agricola e zootecnica dal I gennaio 1927), specie nel periodo in cui questa fu diretta ottimamente da Adolfo Bellucci, è in corso una particolare ricerca, condotta su archivi privati, di famiglie nobili e borghesi, proprietarie di grandi estensioni di terra nel Ravennate. I risultati parziali finora raccolti non si discostano notevolmente da quelli pubblicati dalla Cattedra; a volte divergono nella misura del livello, ma non sostanzialmente nella linea di tendenza. Principale limite e difetto delle cifre pubblicate dalla Cattedra è che esse appiattiscono, in un dato unico, rendimenti, semine, consumi, valori di investimenti, raccolti di prodotti ecc., profondamente diversi, per tutto il pericdo in esame, fra alta e bassa pianura. (4) Sui letami e concimi in genere dr., ad es., i seguenti articoli contenuti nella << Rivista agricola e commerciale», 1907, pp. 316 ss., 345 ss.; 1908, p. 136; 1910, p. 482 ss.; 1920, p. 3 ss. Cfr. pure A. BELLuccr, Formule di concimazione delle più importanti colture, Ravenna 1906. (5) Il tipo biennale di grano e marzatdli (costituiti, questi ultimi, soprattutto da mais) adottato nei fondi rustici del Comune fino al tempo della Inchiesta agraria Jacini, e da allora alla fine del secolo solo leggermente modificato

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