172 GIORGIO PORISINI dica. Dove questa col_t:urapotè essere bene attuata fu remuneratrice pel proprietario, ma trattandosi di coltura che richiedeva meno braccia... la classe dei braccianti dovette rimanerne offesa». « Il proprietario, sia per calcolo diretto... che inconsciamente segue la preoccupazione, che invade tutti gli animi in Romagna, teme, contribuendo ad aumentare la classe minacciosa dei braccianti, di aumentare il disagio generale. Questo disagio, dipendendo principalmente dallo squilibrio fra la offerta e la domanda di lavoro agricolo creatosi in seguito alle trasformazioni di coltura, non potè essere attenuato da un assorbimento della popolazione agricola per parte delle industrie, che mancano in Romagna, nè da una adeguata emigrazione all 'estero, perchè il contadino mezzadro romagnolo non emigra e non avrebb~ ragione di farlo, le sue condizioni essendo generalmente buone, e neppur emigra il bracciante». · L'aumento, di numero e di forza, della classe dei braccianti « si accentua ogni anno - scriveva la Pasolini nel 1890 - e dà molta preocçupazione ai proprietari. Ad ogni lavoro di terra che questi vogliono fare, si presenta tre o quattro volte il numero di operai richiesti; spesso s'impongono; pur di lavorar tutti, assumono in molti un lavoro che liniscono in poche ore; altre volte si oppongono al lavoro degli operai fissi, che il proprietario impiega tutto l'anno, che sono scelti naturalmente tra i migliori e che gli sono legati per affetto e per consuetudine. Altre volte dall'opposizione si passa alla minaccia, alla difesa, a lotte continue che turbano e contristano tutti gli animi» (23).. Le statistiche comunali mostravano, per il periodo 1844-1889, un aumento di ,eopola~ione di 16ooo ~me circa, su un totale di 48186 unità: I?aumento si era verificato esclusivamente nelle campagne, a scapito anche di una parte di popolazione dei sobborghi del nucleo urbano (-16oo anime circa). I grossi centri agricoli sorti nelle vicinanze delle risaie avevano richiamato una parte di questi braccianti, che abitavano precedentemente nei sobborghi o nella città. (23) M. PASOLINI, Una famiglia di mezzadri romagnoli nel Comune di. Ravenna cit. Sulla trasformazio!1e ddle colture dei cereali e delle risaie in quella dei foraggi e sull'aumento del numero dei braccianti, nel Comune di Ravenna, dal 1880 circa in poi, cfr. più avanti il cap. V.
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