Nullo Baldini nella storia della cooperazione

L'AGRICOLTURA RAVENNATE DAL 1893 AL 1922 L'uva, coltivata a ceppo alto e maritata ad alberi disposti in filari (la vigna bassa arrivava appena ad un centinaio di ha.), aveva offerto, nel 1882, una produzione di 46.500 ettolitri circa, poco più cioè di 18,75 ett. per ogni podere di IO ha. (estensione media, quest'ultima, della colonia)(18). Posto eguale a 100 tale raccolto, i coefficienti, per alcuni anni antecedenti e seguenti, erano stati rispettivamente di no (1879), 80 (1880), 140 (1881), 66 (1883)(19). Nel 1893, sulla base della superficie coperta da seminativi-vitati e tenuto conto che ogni albero in media portava solo 4 viti per ha., si calcolava esistessero, nel territorio comunale, appena 2200 ceppi circa (20). La crittogama, il vaiolo e soprattutto la peronospera avevano infierito dal maggio 1884, per circa un decennio e, in par6colare, con estrema violenza, negli anni 1887-88-89. Nel 1887 la vite, presentatasi con vegetazione debole e con pampini quasi privi di frutto (anche per la grandine, i geli e l'eccessiva umidità di quell'anno), isterilì quasi completamente. Fino al 1894 presentò colore patito e « apparenza addirittura tisica)). I tralci, indeboliti, perdevano precocemente le foglie; i raccolti, in alcune frazioni del Comune, subivano riduzioni di uno-due terzi rispetto a quelli normali. A nulla valevano le cure dei contadini e dei proprietari, che irroravano zolfo e solfato di rame. La canina e le uve bianche furono particolarmente colpite. Solo le « uva d'oro>> e le viti poste nelle frazioni di S. Alberto, Savarna, Mandriole e Mezzano resistettero abbastanza bene al morbo, « tanto che si ha speranza - si scriveva nel luglio del 1889 - di salvare ancora buona parte del prodotto>>(21). (18) Cifre relative a rendimenti totali e unitari (per il grano, il mais, l'uva ecc.) e notizie riguardanti la peronospera, anche notevolmente diverse da quelle da noi qui raccolte, ma attinenti al solo fondo <<modello» dei Pasolini a Coccolia, e non all'intero territorio comunale, in M. PASOLINI, Una famiglia di mezzadri romagnoli nel Comune di Ravenna, in « Giornale degli Economisti>, sett. 1890. (19) A.S.C.R., 1884, Tit. VI, rub. 6, fase. 3. (20) A.S.C.R., 1894, Tit. VI, rub. 6, fase. 3. (21) A.S.C.R., 1900, Tit. VI, rub. 8, fase. 1 (Filossera ecc. e altre malattie d'indole diffusiva nelle viti (1878-1897)). Cfr. in particolare, sull'argomento, una lettera di Nullo Baldini, al Prefetto di Ravenna, datata 4 settembre 1891.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==