GIORGIO PùRISl~I Dopo le annessioni e fino agli ultimi anni del secolo XIX, l'agricoltura comunale, discretamente sicura nei suoi risultati finanziari ma semplicissima nei suoi mezzi produttivi (8), aveva attraversato un periodo ·di limitato e parziale progresso, senza coltivazioni ardite e difficili e con una industria zootecnica assai modesta. Al tempo delia Inchiesta agraria J acini, la zona litoranea appariva ancora deserta di vegetazione e di abitanti. Solo nella pianura alta si trovavano, in prevalenza, terreni arborati; nella pianura bassa si estendevano boschi, fondi vallivi, risaie, « praterie dei luoghi colmati poco arativi, e nudi quasi tutti», spiaggie marine. La superficie coltivata del Comune, estesa per complessivi 61.552,279 ha., di cui 4500 circa a bosco (9), era considerata, in senso assoluto e generale, poco fertile; la conduzione, come proprietarie o come affittuarie, di ben 17 mila ha. circa di terreno (L. BALLARDINI, L'allevamento bovino, in « La Romagna agricola, industriale e commerciale», 1921, p. 77). Per una prima bibliografia sul ruolo determinante avuto dalle cooperative agricole--e dailegrandiprop~ietà private (attraverso l'affitto)-nella -redenzione e sviluppo delle « larghe», e sui rapporti proprietari-affittuari-fattori-coloni-operai fissi e· avventizi nella plaga bassa del litorale e, in genere, in tutto il territorio del Comune, cfr. V. BRuss1, La bonifica per colmata in montagna, in « Rivista agricola e commerciale», 1908, p. 18 ss.; Su la pineta e le dune del litorale, in « Rivista agricola e commerciale», 1908, p. 15 ss.; A. BELLUCCI, Come si redimono i terreni, in << Rivista agricola e commerciale», 1910, pp. 70-75; A. BuLucc1-G. GENNARI, A tempesta dissipata. I bisogni della nostra agricoltura, in « Rivista agricola e commerciale», 1912, pp. 106-no; Per il bonificamento agrario, in « La Romagna agricola, industriale e commerciale», 1919, p. 239 ss.; A. PAGANI, Rapporti fra proprietà impresa e mano d'opera nell'agricoltura emiliana, in I.N.E.A., Annali dell'Osservatorio di Economia agraria di Bologna, voi. II, Piacenza 1932, PP.: 340-41; A: PAGANI, Monografia economico-agraria della Provincia di Ravenn: cit.; L. PERDISA, Le «larghe» del Ravennate ecc. cit. e Monografia ec-onomico-agraria dell'Emilia, Faenza 1937. Altre indicazioni bibliografiche sull'argomento nelle note del cap. V. (8) Su questo punto è in corso una particolare specifica ricerca, e di essa si renderanno noti i risultati in altra sede. (9) La ripartizione del territorio comunale per coltivazioni, verso il 1880, risultava la seguente: arativo-arborato 25.000 ha. circa, arativo nudo 10.800, prati artificiali 1500, pascoli 200, boschivo 4.500, risaia 5.900, vallivo 5.600, paludi e relitti di mare 8.050. Totale 61.550 (Atti della Giunta per l'Inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola, voi. II, fase. I, Roma 1881, p. 564). Per gli ultimi anni del secolo XIX, dati analitici sulla distribuzione colturale
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