Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 5 stiche che dovevano più tardi concretarsi nella costituzione in Ravenna del partito repubblicano collettivista (6), gli trasmette un patrimonio di idee (l'associazionismo, e il superamento dell'individualismo, innanzitutto) del quale Nullo si arricchisce, anche se trova che il socialismo è uno strumento più valido e più efficace ai fini dell'emancipazione del proletariato. Di estrazione proletaria è invece la madre, una Caletti, che esercita, forse, un'influenza decisiva sulla formazione di Nullo, il quale cresce sgombro da chiusure tipiche di certi ambienti piccolo-borghesi, non disdegna i proletari che lo circondano, vuole divenire, invece, un interprete dei loro bisogni, lottare con loro per la loro emancipazione e creare gli strumenti adeguati non deducendoli da precostituiti principi ideologici, ma considerandoli come prodotti direi quasi naturali di una situazione economica e sociale oggettiva, di una maturazione morale e politica dei proletari stessi. È una ispirazione profondamente umana che lo anima, una bontà innata che lo spinge a rimanere legato alla sua terra d'origine e al mondo sociale in mezzo al quale sta crescendo, ad accettare come còmpito e programma della sua vita la trasformazione del mondo economico e sociale che lo circonda e che egli sente di non poter accettare. « Sono diventato socialista prima per sentimento, poi per ragionamento... La disoccupazione infieriva. Molti di quei braccianti si _trovavano nell'impossibilità di pagare la farina che avevano acquistato nella bottega di mio padre. Mia madre teneva un libro nel quale erano segnati i debiti di quella povera gente. "Cercano lavoro e non ne trovano e non lavorando non possono mangiare". Fu questa constatazione che suscitò in me un inperò le sue prime armi nel Partito repubblicano collettivista » ( v. voce Baldini Nullo, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma 1963, vol. 5, p. 483). Analoga affermazione si trova in F. SANTI, op. cit., p. 9. Nelle nostre ricerche non abbiamo trovato alcun documento che valga a suffragare tale affermazione. Da noi interpellato, G. P. Nitti ci ha, tra l'altro, risposto: « Che il B. appartenne al Partito repubblicano collettivista mi fu confermato a voce dalla figlia Maria Luigia Baldini in Nitti, per quel che può valere tale testimonianza ». (L. da Roma, in data 18 febbraio 1965). Ringrazio vivamente il Nitti della sua squisita gentilezza. (6) Per un approfondimento della questione rimandiamo al saggio. di A. Bertondini nel presente volume.

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