ALDO BERSELLI saranno vane parole finchè all'attuale regime capitalista, basato sul più sordido egoi,smo individuale, non verrà sostltmto un regime nel quale non sia possibile lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e . l'interesse della collettiv.ità sovrasti sempre sull'interesse individuale. Muoio nella coscienza di avere sempre operato il bene e di avere spesa ogni mia energia in difesa dei lavoratori in generale e della classe braccianti, che è la più disgraziata, in particolare. Se a qualcuno, contro la mia volontà, avessi fatto del male e arrecato dolore, chiedo perdono, come io perdono a quanti mi hanno fatto del male e causato dolore » (58). Un'ultima domanda viene spontanea: quale fu il posto di Nullo nel movimento operaio, nel socialismo? Riteniamo valida e propo- ,niam~ la sintesi che Alessandro Schiavi faceva scrivendo proprio a Nl!llo •il 16 febbraio 1942: « Dall'esame r.etrospettivo che ho fatto sin qui,- mi sembra che tutto il movimento italiano si impernii su qua~tro persone : I) Errico Malatesta: il primo urto violento ali' inerzia e alla sordità· delle plebi coll'anarchismo rivoluzionario; . 2) Andrea Costa: il trapasso dall'anarchismo al socialismo legalitario, e la propaganda risvegliatrice, organizzativa ed educatrice; . 3) Filippo Turati: il riformismo politico, cercando di trarre dal giuòco politico-parlamentare delle varie sfumature borghesi, leg- . gi, leggine, provvedimenti a favore della classe lavoratrice, della liber.tà e della democrazìa; . . 4) Nullo Baldini: il riformismo economico, costruttivo di organismi COOJ)<:rativainticipatori e preparatori di un ordinamento economie? più giusto» (s9). (58) Dattifoscritto conservato in A.e. (59) V. l. di A. Schiavi a Nullo. cit.
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