Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI Cooperative e avesse potuto constatare, come mi sarebbe facile dimostrarlo, che ho liberamente amministrato guidato sempre dalla mia fede di socialista e antifascista e avesse, infine, saputo che le mie dimissioni avrebbero avuto per risultato la nomina di uno dei soliti commissari fascisti colla continuazione ·del saccheggio durato 21 anni e lo stato di schiavitù dei soci delle cooperative, sono sicuro, lo ripeto, non mi avrebbe scritto quella lettera » (51). Cosicchè Nullo continua la sua azione cooperativa, mantenendo un atteggiamento fermo e dignitoso dinanzi ai nazifascisti (52), ma resta al suo posto, perchè non può accettare « imposizioni nella forma usata dai comunisti », perchè nutre la ferma convinzione di giovare agli interessi dei lavoratori, di goderne la fiducia e, in fondo, di interpretarne la genuina e autentica volontà. E ciò corrisponde in parte alla realtà (53), purchè si tenga presente che erano ormai contro di (51) Dattiloscritto Utili, p. 45. (52) V. in merito Dattiloscritto Utili, p. 51. Nullo tra l'altro scrive: « Negli uffici federali furono tolti tutti i ritratti del Duce e nel mio ufficio è appeso cilritratto di Garibaldi » (ibidem). (53) In data 20 maggio 1944 il Presidente della Cooperativa Agricola Braccianti di Mezzano scriveva a Nullo in questi termini: « Il riconoscimento della nostra modesta fatica, spesso non compensata, è titolo di maggior fierezza per noi, in quanto ci viene da un uomo che alla realizzazione dei sani principi cooperativistici, ha dedicato con la fede ardente dell'apostolo, l'intera sua vita ed è ovunque esempio vivente di quella dirittura morale, che non deve mai venir meno in coloro, che hanno la ventura di coprire posti di responsabilità e di fiducia, negli organismi cooperativi. Sorretti dalla fede nei destini della Cooperazione, continueremo così l'opera dei primi pionieri, fermi nel proponimento di dare alla nostra Cooperativa, malgrado i tempi siano difficili, un sempre più largo respiro e basi economiche sempre più sicure. Perchè siamo convinti, che solo così, noi potremo attuare senza gravi sacrifici, quelle provvidenze a favore dei soci, che costituiscono il fondamento e la ragione stessa della nostra vita sociale » (A.C.). Una indiretta testimonianza del disagio nel quale si trovava Nullo si ha nella lettera che gli inviava Romeo Galli, da Imola, in data 19 giugno 1944. In essa, tra l'altro, il Galli scriveva: << Sento con dolore, ma non senza meraviglia, che la tua opera viene ostacolata più da quelli che ti dovevano meglio comprendere, che non dagli altri. Purtroppo molti si sono abituati a giudicare l'opera nostra più dalla etichetta e dai trasparenti reclamistici, che non dalla sostanza e dalla bontà di essa. Non immalinconire per questo, perchè verrà giorno in cui si comprenderà che l'istinto tuo paterno ti ha portato più al sacrificio che non alla ... gloria. La Federazione delle Cooperative di Ravenna è una delle creazioni che onorano più di ogni altra il movimento

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