Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDJNI concesse per la costruzione di case popolari nelle città; propone di lottare affinchè alle cooperative di consumo sia affidata la ,distribuzione dei generi alimentari e di abbigliamento bloccati, per evitare che esercenti avidi di guadagno li vendano in parte a prezzi di mercato nero, a prezzi cioè di gran lunga superiori a quelli imposti. Il suo programma è vasto ed è, ancora una volta, positivamente adeguato alle possibilità di realizzazione del momento. Le vicende successive all'8 settembre non creano per lui una situazione nuova che pone in primo piano nuovi compiti, nuovi fini che, transitoriamente, possano trascendere i fini della Federazione, ed ai quali la Federazione debba subordinare la sua azione ed anche la sua ragion d'essere. Egli rimane a capo della Federazione, continua a lavorare, perchè essa persegua il programma che egli ha in mente e che ha costituito la ragion d'essere della sua vita « convinto di giovare ai lavoratori, mediante un'azione sociale nel campo del consumo e della produzione, mediame un'amministrazione proba», dopo « le malefatte àegli amministratori fascisti » (45). La considera una realtà che deve essere tenuta fuori della politica, fuori del grande conflitto - che è pur un grande conflitto ideologico (ed egli pare non avvertirne tutta la drammaticità e le gravissime implicanze) la cui conclusione non può non incidere sul futuro stesso della Federazione. Per tutte queste considerazioni occorre dire che la portata storica della lotta sfuggiva a Nullo ed egli non poteva non scontrarsi con il C.N.L. locale (46) e con l'azione della Resistenza in armi (nella quale predominavano i militanti del P.C.I.) che si proponeva la lotta ai tedeschi e la sconfitta dei nazifascisti, e che considerava « tradimento della Patria » ogni collaborazione con questi, e giudicava « collaborazione » il permanere di Nullo nella carica di Commissario (47). Infatti, incominciano presto gli inviti, i moniti e le minacce a Nullo. Alla fine di maggio del 1944, in occasione del1' Assemblea della Cooperativa Agricola Braccianti di Santerno, « ven- (45) Dattiloscritto Utili, pp. 54-56. (46) Il dissidio più aspro ed aperto si ebbe in occasione della mietitura del frumento e della trebbiatura (Dattiloscritto Utili, p. 46; v. anche <<Avanti!~, 22 luglio 1944). (47) V. la difesa di Nullo da queste accuse in Dattiloscritto Utili, pp. 50-52.

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