ALDO BERSELLI in parecchie cooperative, l'irresponsabilità nei componenti i Consigli di amministrazione perchè sentono di non rappresentare regolarmente la libera volontà dei soci e la conseguente disaffezione di questi per la Cooperativa alla quale appartengono. Nella mia lunga vita di cooperatore, si può dire vissuta in continuo giornali ero contatto con lavoratori, ho potuto molto ottenere più col ragio namento che con metodi di imposizione» (43). Sulla base di questi princìpi, appena assunto l'incarico di c ommissario, Nullo emana ordini scritti e verbali, affinchè ogni compra e vendita e, in genere, ogni atto amministrativo, sia delìbe rato dai Consigli di amministrazione udito il parere dei dirigenti le aziende; dispone che nelle elezioni dei Consigli sia assicurata ai soci la più ampia libertà di scelta. E, soprattutto, dà il via alla cooperazione di consumo, come aveva fatto durante e dopo la prima guerra mondiale, sempre convinto che « la Cooperazione di consumo, bene ordinata e aperta a tutti i consumatori, serve di efficace calmiere co ntro aumenti ingiustificati». Essa, ribadisce Nullo, « aquistando direttamente alla fonte di produzione, avvicina il consumatore al produttore ed eli.t:p.inal'intermediario incettatore che, in questi anni di guerra, ha ingrossato la falange, ahimè numerosa, dei praticanti il me rcato nero» (44). Sostiene la necessità di un fondo, alimentato d agli utili spettanti ai soci, che serva all'integrazione delle misere pensio ni di cui godono i lavoratori nella loro vecchiaia e più specialmente quei soci . che, essendo in avanzata età quando fu istituito l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, potevano ora avere solo un misero assegno di fame; prospetta anche che, finita la guerra, le Cooperativ e si facciano iniziatrici .della costruzione di cast salubri da conceder si in uso perpetuo ai §µc,l soci, reclamando dallo Stato le stesse agevolazioni (43) Queste considerazioni furono aggiunte da Nullo dopo che fu letta all'assemblea la relazione scritta. (44) Ai primi di gennaio 1945 venne diramata una circolare ai C.L.N., alle cooperative di lavoro e agricole, ai partiti, alle organ izzazioni sindacali dei Comuni e deHe frazioni liberate, con la quale si e sortava alla rapida costituzione delle Cooperative di consumo, poichè il nuo vo clima politicosociale (.he doveva succedere al fascismo e alla guerra suggeriva la o pportu- nità òe tutti i consumatori non solo potessero acquistare presso gli spacci, ma avere anche la possibilità di aderire alle cooperative in qualità di azionisti (La cooperazione di consumo nella provincia di Ravenna, cit. [A.C.]).
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