PROFILO DI NULLO BALDINI proprietà concesse da un Commissario in affitto a tre cooperative le quali, in dispregio di ogni principio cooperativista, sono state costrette di valersi nelle coltivazioni di operai che non erano loro soci »: si era assicurato così un maggior reddito alla Federazione, ma si era dimenticato che « la cooperazione si informa a principi contrari ad ogni sorta di speculazione». Si trattava, cioè, di far riprendere alla Fe-derazione in particolare due funzioni: quella nel campo del consumo, perchè « i miglioramenti che le cooperative di lavoro e produzione possono apportare ai loro soci sono resi nulli dalla speculazione nel campo del consumo»; e quella nel campo dei lavori pubblici, reclamando che fossero concessi direttamente alle cooperative di lavoro tutti i lavori dello Stato e degli Enti pubblici. Ma il guasto prodotto dall'amministrazione del periodo fa~cista Nullo lo notava soprattutto per quanto concerneva l' « educazione cooperativistica»; ad esso si aggiungeva, a suo avviso, quello che stava producendo il partito comunista: « Ho constatato intervenendo alle assemblee che solo i vecchi sentono ancora attaccamento alla loro cooperativa mentre i giovani nella loro maggioranza la considerano alla stessa stregua dell'impresa e quasi con avversione. Per essi non hanno valore le deliberazioni prese dal Consiglio della Cooperativa alla quale sono iscritti, nè le dispasizioni emanate dagli agemi agricoli, nè i patti di lavoro concordati, ed è doloroso dirlo, usano verso la Cooperativa trattamenti che non si azzardano di usare i padroni. Anche questo è dovuto a un indirizzo influenzato da un partito per cui i soci venivano considerati come dei pupilli i quali dovevano ubbidire ciecamente alla volontà dei tutori. Cosicchè, stando a quanto mi fu assicurato, e ho patuto in seguito apprendere, dai molti soci venuti nel luglio del 1943 a sollecitarmi perchè riprendessi la presidenza della Federazione, che i componenti i Consigli delle Cooperative e della stessa Federazione dovevano essere ben accetti alle superiori autorità del partito. Non nego la necessità che i lavoratori ignari di cognizioni tecniche e amministrative non debbano essere diretti, consigliati, assistiti e diretti da competenti, ma questa direzione più che una imposizione deve essere in enti fondamentalmente inspirati da principi di ben intesa democrazia opera di persuasione e di educazione. La tutela in senso assoluto ha creato, come ho potuto constatarlo IO
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==