PROFILO DI NULLO BALDINI vario, egii ribadiva le sue ideee che del resto non sono a noi certamente nuove, perchè le abbiamo trovate da lui espresse già nel 1920; erano idee che egli aveva ulteriormente rafforzato attraverso la lettura dei libri di scrittori che avevano vi~itato la Russia, e nei colloqui avuti con compagni russi profughi a Parigi: riconosceva « la grandiosità della rivoluzione che aveva seppellito per sempre lo zarismo, rivoluzione paragonabile a quella francese))' ma esprimeva i suoi dubbi « sulla possibilità (che) si potesse costituire un regime di vero comunismo in una nazione di quasi 190 milioni di abitanti in grandissima parte analfabeti, mancanti di spirito di solidarietà, ignari di ogni principio socialista)) e dove, per quanto egli aveva appreso leggendo le opere di Tolstoi, « i contadini erano degli individualisti)). Non nascondeva inoltre la sua « avversione alla Dittatura convinto non possa esistere socialismo, nè comunismo laddove non c'è libertà e perchè è fatale che la dittatura sbocchi nell'imperialismo» (38). In effetti il « comunismo )) quale egli lo intende, cioè quello « vero », è una categoria, uno schema che non trova realizzato nell'U.R.S.S. e nei partiti comunisti dei singoli Stati, siano questi democrazie popoiari o no. Egli perciò non apre il dialogo con il partito comunista nostrano; riesce a trovare un punto d'accordo solo ed in via ecceziionale con singole persone militanti nel partito stesso. In proposito Nullo ricorda Mario Cordini. « Egli veniva spesso a trovarmi», scrive. « Sereno, pieno di buon senso come era, gli inevitabili differenti nostri giudizi sulla tattica comunista non affievolivano mai la nostra amicizia cementata da reciproca stima» (39). Questo periodo è, tuttavia, per Nullo un periodo di preparazione: pensa al futuro, a quel che bisognerà fare caduto il fascismo; è anche un periodo di raccoglimento: incomincia a buttar giù le pagine autobiografiche, sollecitato anche da compagni e amici. Alessandro Schiavi, infatti, lo esorta a « stendere in carta, anche a carattere autobiografico», cc ricordi, esperienze, orientamenti iniziali, letture, collaborazione attorno a te, ostacoli nella ignoranza, inopia e immaturità delle masse, opposizione degli avversari, sordità e resistenze governative, leggende del parassitismo della cooperazione (38) Dattiloscritto V ti/i, p. 40. (39) Dattiloscritto V tili, p. 41.
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