PROFILO DI NULLO BALDINI solo del tutto; ha ormai raggiunto i 79 anni ed anela a ritornare nella sua « cara Ravenna » (30). A sua insaputa, la figlia Italia fa domanda al prefetto di Ravenna per ottenere il nulla osta al rimpatrio: gli è concesso di ritornare, m•a ad una condizione: che egli non dimori in Ravenna. Nullo respinge la condizione, respinge l'idea della figlia Italia di andare ad abitare a Cesenatico in una pensione di famiglia: « Il mio rifiuto di abitare fuori della mia cara Ravenna, lontano dai miei cari, che è causa per me di grande dolore, esula da ogni considerazione di natura politica, ma è dovuto esclusivamente, lo confesso, ad un sentimento di dignità offesa, che non saprei vincere» (31). E pochi giorni dopo, nella tèma che le sue vere intenzioni non siano state bene interpretate, ribadisce : « La mia decisione di non accettare di essere esule in patria è dovuta a un sentimento, che è vivo in me, di avversione a quanto ritengo ingiusto ... Non credo di essere stato un cattivo figlio verso la terra che mi ha visto nascere e, pertanto, credo immeritato il castigo che mi proibisce di abitarla e che mi toglie la possibilità di realizzare l'ultimo mio desiderio. Pazienza! Nella vita ho dovuto sopportare tante dolorose vicende e sopporterò anche questo dolore con rassegnazione, senza imprecare e senza un risentimento verso alcuno » (32). Ma dopo un mese il divieto viene revocato (33). Alla frontiera, a Torino, a Bologna, Nullo trova compagni ad attenderlo e ad abbracciarlo; a Ravenna « una folla di compagni, amici, conoscenti >i, (30) V. l. di Nullo a B. G. Caletti, 2 agosto 1941 (A.C.). Scriveva pochi giorni dopo: « Dopo la morte di mia sorella, sentendo che si approssimava anche per me il grande viaggio che non ha ritorno, è rinato in me più vivo il desiderio di finire gli ultimi giorni di mia vita nella mia Ravenna, in mezzo ai miei cari» (1. a B. G. Caletti, 5 agosto 1941 [ A.C. ]). (31) V. l. di Nullo a Caletti, 2 agosto 1941 (A.C.). V. anche Dattiloscritto Utili, p. 56. (32) V. I. di Nullo a Caletti, 5 agosto 1941, cit. (33) Dattiloscritto Utili, p. 56. Nullo, precisamente, scrive: « Questo divieto fu revocato dopo un mese senza che da parte mia, pur essendo desideroso di finire i miei giorni nella mia città natia, elevassi la più piccola protesta perchè, ci tengo affermarlo, io nulla ho mai chiesto al fascismo» (Dattiloscritto Utili, pp. 56-57). M. L. Nitti Baldini scrive, invece: « In Italia ritornò nel 1941 rimandatovi dalle autorità di occupazione» (art. cit., p. 4).
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==