PROFILO DI NULLO BALDINI 139 la « Libertà » è in crisi finanziaria, al fine di « evitare il più vergognoso dei fallimenti» (20). E Nullo interviene e aiuta. Egli fu poi sempre « molto vicino» (21) a Turati, anche quando questi spirò: « Baldini, presente, si preme forte una mano sul cuore», scrive lapidariamente Vera Modigliani (29). Ciò che amareggia Nullo non sono peraltro le vicende della Concentrazione, bensì i rapporti con i comunisti che, egli scrive, mentre « non disturbavano le riunioni e le feste dei fascisti italiani organizzate sotto l'egida del Consolato italiano, intervenivano per disturbare le riunioni della Concentrazione Antifascista composta da profughi socialisti, repubblicani, liberali democratici >> (23) « ... io ero osteggiato specialmente dai comunisti romagnoli profughi a Parigi», continua Nullo; accusa principale: « io era il primo responsabile se in Romagna aveva vinto in fascismo perchè avevo impedito ogni resistenza della massa operaia. Solo i socialisti ...protestarono contro la sciocca accusa ma i comunisti tacquero dimostrando così di essere d'accordo (24). L'accusa, come abbiamo visto, risaliva agli anni drammatici 19211922, quando Nullo aveva deplorato l'occupazione delle fabbriche e ' lo sciopero generale, da lui considerati « una catastrofe del proletariato», e aveva addebitato al massimalismo e all'intransigentismo le ritorsioni fasciste. Anni duri e diffici, per molti aspetti, dunque, ed anche per la mancanza degli affetti famigliari. Solo nell'estate del '33 può rivedere i suoi cari: « ~ arrivata finalmente la mia famiglia », scrive, « mia moglie e mia figlia ritorneranno a Ravenna in ottobre, perchè mia figlia deve dare ancora l'esame <li laurea, ma l'altra invece resterà qui con me avendo preso nel palazzo del nostro ufficio un piccolo appartamento » (25). Pochi mesi dopo si spegne a Ravenna la moglie e (20) V. I. di Turati a Nullo, da Parigi, II novembre 1931, in A. SclIIAVI, op. cit., p. 459 (per i particolari v. ibidem, pp. 459-460). (21) V. 1. di Arturo Labriola a Nullo, in A. SCHIAVI, op. cit., p. 94. (22) V. MoDIGLIANI, op. cit., p. 220. (23) Dattiloscritto Utili, p. 37. (24) Dattiloscritto Utili, p. 38. (25) V. 1. di Nullo a Corrado Ricci, 26 agosto 1933. Scrive Maria Luigia Nitti Baldini: « nel 1933 lo raggiunsi, dopo la morte di mia madre, per dividere con lui molti anni di esilio. Ricordo la
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