Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 135 raio, specie degli italiani, mentre si sopporta tutto quando si tratta di imprese francesi perchè si ha il timore di essere espulsi» (u). Nella primavera la situazione non è migliorata: « Gli affari di lavoro qui non vanno troppo bene per tutte le imprese in generale, ma ancor peggio per questa Unione per la guerra che le fanno le imprese francesi timorose della sua concorrenza». La disoccupazione è in aumento(12). L'anno successivoil quadro è ancora più triste: « La disoccupazione qui aumenta sempre più. Noi non abbiamo quasi più lavoro e siamo stati costretti a licenziare metà dei nostri impiegati » ( 13). Il 1935 si apre con prospettive piuttosto nere: «L'Unione, causa la crisi, ha subito perdite enormi. Per ragioni di economia ha dovuto licenziare tre impiegati di ufficio. Io mi sono dimesso perchè il mio posto diventava inutile. Se nel 1935 si avrà la perdita dell'anno scorso l'Unione dovrà liquidarsi» (14). Nei confronti degli operai italiani emigrati, in particolare romagnoli, che si rivolgono a lui (molti che avevano assunto lavori a cottimo, si trovavano in difficoltà perchè non venivano pagati), Nullo apre generosamente le braccia, per quanto egli può, anche se ne riceve spesso solo manifestazioni di ingratitudine: « Purtroppo parecchi si sono mostrati indegni del bene che ho loro fatto, ma non me ne dolgo perchè ho sempre considerato un dovere assistere chi si trova in bisogno» (15). Non mancano anche qui, come era avvenuto in Italia, episodi di incomprensione da parte di operai nei suoi confronti, incompren- (n) V. 1. di Nullo a Corrado Ricci, da Parigi, 14 febbraio 1933. (12) V. I. di Nullo a Corrac!o Ricci, da Parigi, IO maggio 1933. ( 13) V. I. di Nullo a Corrado Ricci, da Parigi, 30 agosto 1934. (14) V. 1. di Nullo a Corrado Ricci, 16 febbraio 1935. (15) V. 1. di Nullo a Corrado Ricci, da Parigi, 8 gennaio 1932. Scriveva sempre al Ricci, il 17 marzo 1933: << Quel ravennate col quale dovete assumere un lavoro mi ha portato via 700 fr. Col danaro prestato ad altri ravennati venuti qui, quando fu concesso il passaporto a chi lo voleva, ho perduto migliaia di franchi. Il solo mio concittadino che si sia mostrato galantuomo site voi. Delle lingue maligne, caro Ricci, io non mi curo, perchè ho la coscienza di avere sempre operato il bene - e qui, quando mi si è presentato il caso, ho sempre aiutato quanti sono ricorsi a me, senza distinzione )).

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