132 ALDO BERSELLI Avanti di accettare l'incarico mi riserbai di esaminare la situazione finanziaria dell'Unione e di visitare i lavori. La visita avvenne nel gennaio 1924. All'accettazione definitiva posi tre condizioni: 1) che l'On. Della Torre avesse garantito l'apertura di un credito <li franchi 5.00.000 presso la Banque Française-Italienne di Parigi; 2) che le cooperative avessero accettato di lavorare con salario fisso, come in ,passato,ma con costrutto di partecipazione e non con salario fisso come ho detto più sopra; 3) che mi fosse concessa una settimana ogni mese di ritornare in Italia per dedicarmi alla soluzione delle riserve per danni di guerra di cui ho parlato più sopra e di curare la liquidazione <li crediti verso il Ministero dei Lavori Pubblici in dipendenza degli aumenti di guerra. Le condizioni furono accettate anche dagli operai i quali anzi mi ·espressero il desiderio di avermi loro dirigente e io assunsi la carica di Consigliere Delegato dellUnione 1'8 febbraio 1924. Il· c0ntratto di partecipazione accettato ,dalle cooperative componenti l'Unione era lo stesso in uso nella Federazione di Ravenna. Sopra ogni lavoro le Cooperative dovevano lasciare una percentuale che poteva variare fra il 20-25% sull'importo del lavoro stesso, a seconda dél genere dei lavori, per le spese generali che venivano amministrate dall'Unione. Il risparmio sulla gestione delle spese generali che variava fra il 5 e il 10% rappresentava l'utile dell'Unione. Gli operai con questo contratto guadagnavano il doppio del salario percepito in passato e le loro cooperative ritraevano un utile che in massima parte veniva impiegato negli spacci cooperativi, nella mensa fatta in comune e n~l miglioramento_ degli alloggi in apposite vettui:_eferroviar~_fuori d'uso acquistate dall'Unione» (3). Ecc~lo,:::dunque, a Parigi, emigrato, ma non definitivamente; gli è concesso ancora, infatti, di venire in Italia: fra poco, però, il « regime » chiuderà le frontiere agli antifascisti: Nullo sarà un fuoriuscito e sarà raggiunto da altri che, volenti o nolenti, sono costretti a lasciare la patria. Nella capitale francese ha trovato alloggio in un albergo (rue de la Tour d'Auvergne, rn), « uno dei tanti dove si annidano e si alternano, un po' in tutti i rioni, a seconda delle vicende politiche dei rispettivi paesi, gli emigrati, i profughi di tutti (3) Dattiloscritto U tifi, pp. 30-32.
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