PROFILO DI NULLO BALDINI 131 lotte e di conquiste; lascia compagni, amici, una organizzazione grandiosa che egli aveva creato giorno per giorno ... « La Società Umanitaria di Milano», egli scrive, « che aveva a Marsiglia un ufficio di assistenza agli emigrati fu richiesta nel 1922 dal Governo Francese di fornire alle varie Compagnie, comprese le Ferrovie <li Stato che esercitavano le ferrovie francesi, qualche migliaio di operai per il rinnovamento dell'aumento delle linee. La Società Umanitaria si mostra disposta di organizzare l'invio degli operai a condizione che i lavori da eseguirsi fossero affi,dati direttamente a un Ente cooperativo che si sarebbe opportunamente costituito. Il Governo Francese aderì alla proposta e fu allora che, auspice l'Umanitaria, fu costituita l'Unione Cooperative per lavori ali' estero sotto forma di Società Anonima con un capitale di un milione di lire interamente versato. Alla costituzione parteciparono l'Associazione Veneta delle Cooperative (Consorzio di Cooperative), la Cooperativa ,di lavoro di Milano, la Federazione Italiana <li Cooperative Edili (Fice), le Cooperative di lavoro di Pavia, Parma e del Friuli. La Federazione ravennate non aderì all'iniziativa dell'Umanitaria, essendo contraria all'emigrazione di operai all'estero perchè, non senza ragione, riteneva, concorde in questo colla Federazione Nazionale dei Lavoratori della Terra, che l'emigrazione avrebbe attenuata la pressione -dei disoccupati sui Poteri Pubblici tendente di ottenere l'esecuzione della Bonifica dei terreni paludosi dell'Italia Centrale e Meridionale, bonifiche trascurate in dispregio delle leggi esistenti. La direzione dell'Unione affidata a mani inesperte e ignare di ogni norma cooperativa, dopo un anno fu ridotta in istato di fallimento, sia per cattiva conduzione dei lavori, sia perchè invece di depositare il capitale sociale a garanzia di un conto corrente presso una Banca, si preferì cambiarlo in franchi al corso di 170, correndo così l'alea del cambio che pochi mesi dopo discese a IIO. Il Presidente dell'Unione era l'On. Luigi Della Torre e segretario il mio vecchio amico Prof. Sandrino Bezzi, ravennate residente a Milano, i quali mi proposero di assumere le funzioni di Consigliere Delegato dell'Unione. Insistenti premure mi furono fatte dall'On. Felice Quaglino dirigente la Federazione Italiana Operai Edili (Fice).
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