Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 129 rio o al Presidente e gli ordinava di convocare per un paio di giorni dopo il Consiglio di amminis_trazione; per evitare grossi guai il Consiglio si riuniva e riceveva l'imposizione di convocare l'assemblea dei soci per discutere il seguente o.d.g.: « adesione ai sindacati nazionali »; se il Consiglio accettava <li proporre all'assemblea l'adesione, poteva intervenire all'adunanza, alla quale partecipavano anche, ben s'intende, i fascisti (estranei alla cooperativa); se non accettava, i vecchi dirigenti erano esclusì e i rappresentanti del Fascio presiedevano essi l'assemblea: il risultato era quasi sempre quello voluto dai promotori, dove ciò non accaaeva (come avvenne ad esempio a Piangipane e a Russi) si assisteva, all'indomani, all'occupazione dei locali della cooperativa, alla presa di possesso dei libri di amministrazione, con minacce e violenze che portavano alla fine di ogni opposizione. In queste condizioni, il funzionamento dell'organismo cooperativo era inceppato, tanto più che si era dato l'ostracismo ai dirigenti più qualificati: Nullo, Caletti, ecc. Si arrivò, per sviluppo inevitabile, al provvedimento estremo: la nomina di un Commissario incaricato della gestione provvisoria dell'azienda; la scelta cadde nella persona del rag Pietro Cagnoni, e fu scelta che, in realtà, incontrò il generale consenso della cittadinanza e anche quello della « Romagna Socialista>) (52). Un fatto significativo fra i tanti: il Cagnoni liquidò la gestione delle cooperative-consumo asserendo che « gli spacci cooperativi vendevano agli stessi prezzi dei commercianti privati ». A questa asserzione diede una risposta pacata e incisiva Nullo, appena gli fu possibile: « Erano i commercianti che avevano dovuto vendere ai prezzi fissati dalle cooperative! >> (53). Ma oramai il fatto era compiuto: molti dei commercianti che avevano alimentato lo squadrismo ricevevano ora il dovuto premio. (52) « La Romagna Socialista », 25 novembre 1922, Il Rag. Pietro Cagnoni nominato Commissario della Federazione delle Cooperative. (53) La Cooperazione di consumo in provincia di Ravenna, dattiloscritto datato 4 febbraio 1946, conservato da B. G. Caletti nel suo archivio personale (A.C.). 9

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==