Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 127 ai giornalisti che esso non aveva avuto assolutamente alcun scopo politico (46): « Abbiamo voluto segnalare al Capo del Governo che il nostro Istituto amministra trecento milioni dello Stato, ed in pari tempo abbiamo chiesto la necessaria tutela per preservare tale patrimonio ed assicurare il normale funzionamento della nostra gestione... Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che, trattandosi di denaro e di fondi dello Stato, non potrà non esercitare la più rigida ed energica azione di tutela» (47). Mussolini dìede, dunque, a Nullo assicurazioni, conscio dei danni enormi che le lotte cruente portavano a questo movimento nel quale erano in gioco anche interessi dello Stato (48). Nel colloquio, Nullo pose anche la propria questione personale. « Come conclusione gli dissi che per quanto riguardava la mia persona qualora non fossi gradito al fascismo ravennate potevo essere facilmente sostituito seguendo le norme della legge del giugno 1909 applicata dal regolamento del febbraio 19u sui Consorzi di cooperative, sciogliendo cioè l'attuale Consiglio d'amministrazione e indicendo le elezioni di un nuovo Consiglio. Il Duce mi ascoltò attentamente e si limitò a domandarmi chi erano i maggiori esponenti del fascismo ravennate. Gli indicai Frignani e Calvetti e congedando stavolta ci strinse la mano, mi disse che l'indomani i due da me indicati sarebbero venuti alla dovevo sottoporre. Più brevemente che mi fu possibile lo informai dell'occupazione della Federazione da parte dei fascisti e dell'impressione disastrosa già manifestatasi nell'ambiente bancario (gli mostrai la lettera ricevuta dal Credito Romagnolo) perchè quantunque la situazione patrimoniale della istituzione fosse ottima essa era impegnata per forti somme con banche le quali avevano finanziato l'acquisto di vaste estensioni di terreni paludosi suscettibili di bonificamento. Aggiunsi che la Federazione era indubbiamente la più importante delle imprese agricole e edili della Provincia per cui la sua liquidazione avrebbe danneggiato migliaia di operai e centinaia di impiegati e gli domandai di intervenire perchè l'occupazione fosse tolta> (Dattiloscritto utili, pp. 27-28). (46) A un giornalista che gli chiese se era stato invitato al colloquio anche Baldesi, in rappresentanza della Confederazione del Lavoro, Nullo rispose: « Niente Confederazione del Lavoro; niente Baldesi; niente politica ... Almeno per ora! > (< Il Giornale d'Italia>, 4 novembre 1922, art. cit.; «L'Epoca», 5 novembre 1922, art. cit.). (47) << Il Giornale d'Italia», cit.; « L'Epoca >, cit. (48) «L'Epoca>, cit.

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