Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 123 prese cooperative, ettari 10.000; terre bonificate, ettari 3.000; terre in corso di bonifica, ettari 1. 700; costruzioni rurali, n. IO; macchine per lavorazione del terreno sufficienti ad arare ogni giorno ettari 50; profitti industriali elargiti dagli operai alla comunità sotto forma di « fondi sociali» e destinati ad opere di produzione, lire 6.000.000; risparmi individuali deglì operai e destinati ad opere di produzione agricola, lire 3.000.000. A queste conquiste della Federazione si opponevano le seguenti opere di « costruzione » dei fascisti : incendio di palazzo Byron; incendio di n. 5 case di organizzazioni in provincia; devastazione di n. 15 cooperative; devastazione o incendio di n. 12 circoli politici; incendio di n. 6 macchine trebbiatrici (36). Questa azione fascista portava a conseguenze nell'interno della organizzazione baldiniana nella quale si producevano defezioni individuali che si verificavano soprattutto alla periferia della massa organizzata in cooperative, e fra le categorie - come i barocciai ed i facchini - molto interessate, poco abituate alle lotte, esigenti e impreparate. Il gruppo ,dirigente ravennate, nel buio che lo circondava, era in realtà disanimato: la violenza del Balbo e della « colonna di fuoco » aveva prodotto, purtroppo, i suoi effetti. Esso speravaa in una « resipiscenza borghese » che desse aiuto e forza ad un movimento democratico vigoroso fondato sull'ordine, sulla pace e sul pacifico lavoro, e non sul dominio di una casta, di un partito o di uno « Stato fortissimo »; nulla più attendendosi da quelle democrazia che era stata balia del fascismo, esso sperava in una pacificazione fra Nitti e Giolitti, e nella conseguente preparazione di un grande M1nistero di concentrazione liberale che avrebbe dovuto insediarsi con il còmpito preciso di ridurre il fascismo a limiti più modesti, e di ricondurlo sotto l'egida -della legge, ma era anche esacerbato nei confronti .di una borghesia che, per combattere un presunto pericolo bolscevico, si era scaldata una serpe nel seno ed era meritevole ,solo di scontare le conseguenze dei propri errori e del male fatto alla nazione. C'era, nell'ala conservatrice e reazionaria, chi ricordava la « settimana rossa », parlava di « nemesi >> e metteva in giro la favoletta che allora Nullo, ad un parroco il quale si rammaricava della chiesetta distrutta, (36) 4 La Romagna Socialista, 12 agosto 1922, Tra due metodi.

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