PROFILO DI NULLO BALDINI n7 spinto l'estremismo, ma in questo momento lo respingeva come non mai, anche perchè riteneva che esso in qualche modo suscitasse e alimentasse l'estremismo opposto. Questo è confermato, ci pare. anche in quel brano delle sue note autobiografiche ove Nullo ricorda « come e perchè fu incendiata la sede della Federazione». Rifacendosi al « grave dissenso » fra le leghe dei birocciai del Comune di Ravenna e l'Associazione Agraria, allo sciopero generale proclamato dall'Alleanza del Lavoro, avente sede a Palazzo Spreti, alla manifestazione di protesta, al divieto del Prefetto, alle trattative che seguirono dopo il suo arrivo a Ravenna, Nullo accentua soprattutto il dissidio proprio e di Giovanni Giovannetti (segretario della vecchia Camera del Lavoro) con il Comitato dell'Alleanza del Lavoro che respinse l'accordo raggiunto tacciando il Giovannetti (e implicitamente anche Nullo) di essere un debole e un rinunciatario. In questo irrigidimento del Comitato dell'Alleanza, sta, secondo Nullo, la causa dei fatti che accaddero poi. Egli, infatti, scrive: « .. .l'accordo fu concluso sulla base che il lavoro sarebbe stato diviso fra tutte le Leghe Birocciai in proporzione dei singoli inscritti, e che in conseguenza la manifestazione non dovesse aver luogo. Pertanto il Prefetto rilasciò il lascia passare per le automobili, già pronte, che dovevano portare nelle campagne l'avviso dell'avvenuto accordo e della conseguente revoca della manifestazione. L'incarico di portare la notizia al Comitaio dell'Alleanza del Lavoro adunato nel Palazzo Spreti fu assunto dal Giovannetti, il quale fu accolto dalle solite accuse di quietista, pompiere e peggio perchè, si disse, accettando l'accordo si rinunciava alla buona occasione che si presentava di poter spazzare una volta per sempre il fascismo dalla Romagna. La partenza delle automobili fu impedita e il comitato si valse delle stesse per trasferirsi a Forlì di dove, a sua detta, avrebbe potuto più agevolmente dirigere il movimento>> (22). « Si seppe poi», precisa Nullo nelle sue note autobiografiche, « per la confessione stessa di componenti l'Alleanza che lo sciopero generale era il pretesto per una più vasta azione che avrebbe dovuto fare sparire per sempre il fascismo nelle provincie di Ravenna e Forlì. (22) Come e perchè fu incendiata la sede della Federazione, cit., loc. cit., p. 13.
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