... II6 ALDO BERSELLI dei principii socialisti, o far perdere per il vivere la ragione del vivere (20). Nullo avev.a, indubbiamente, dominato con la sua autorità morale il congresso e lo aveva guidato alle deliberazioni da lui ritenute valide ed efficaci. Ma la frazione massimalista non intendeva accettare le conclusioni imposte dai compagni <li destra e accettate dagli « ex-sinistri passati armi e· bagagli nel campo possibilista e collaborazionista», imposte da « un ristretto numero di compagni», e dichiarava: « La diserzione dalle posizioni assunte nell'ottobre del 1921 a Milano è atto di somma viltà che non deve essere in nessun modo compiuto dai compagni <li Romagna. Contro le forze collaborazioniste tutti i compagni della frazione massimalista debbono porsi risolutamente allo scopo <li salvare il partito dalla vergogna di ogni e qualsiasi ibrido connubio». La « Romagna Socialista» reagiva affermando la necessità di resistere « utilizzando tutte le nostre forze senza pregiudiziali, nel solo intento di rialzare il proletariato e dargli la e.ffi_cienzdai un tempo» (21). Un dissidio di fondo, dunque, dilacerava il movimento socialista raveiina_teproprio mentre la violenza reazionaria continuava e mentre appariva ormai chiaro che essa mirava alla distruzione delle forze socialiste in tutte le loro sfumature e correnti, che si avvicinava, cioè, anche l'ora dell'attacco al cuore del movimento proletario ravennate: . la Federazione delle cooperative. E se senza via d'uscita era la resistenza guale la volevano i massimalisti, coronata solo da grosse e gravi ~elu_sionidoveva essere la speranza nutrita da Nullo di trovare un aiuto in << frazioni_della borghesia», la quale quando non era già schierata in _?Qsizioneantisocialista, era espressa da un governo parlamentar~ irr-istato di decomposizione ed incapace di svolgere quella funzione che Nullo intendeva attribuirgli. Forse, Nullo pensava di riuscire a salvare la Federazione mantenendola rigidamente entro i binari di una azione legalitaria, mettendola in posizione tale da non dover essere bersaglio della violenza. Sempre, in vita sua, aveva re- (20) « La Romagna Socialista>, 11 giugno 1922, Il significato di un voto. V. anche L. SALVATORELL-G. MIRA, Storia d'Italia nel periodo fascista, Torino 1964, p. 200. (:u) < La Romagna Socialista>, 24 giugno 1922.
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